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Ue: von der Leyen traccia la rotta, ‘ultranazionalisti non ci divideranno’

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In un mondo più freddo, fragile e ostile, l’Unione europea “ha scelto di tracciare la propria strada” e sta emergendo “più forte e indipendente”, rimanendo l’unica scelta in grado di garantire vera sovranità agli europei. Nel suo discorso annuale sullo Stato dell’Ue, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha passato in rassegna per quasi un’ora e mezza le questioni più importanti davanti alla plenaria del Parlamento europeo, sostenendo che in “tempi eccezionali” di straordinaria precarietà l’Ue è sulla rotta giusta.

L’elemento più dirompente del discorso è stata l’apertura al Canada, Paese alle prese con le stesse turbolenze geopolitiche che interessano l’Ue e in fase di avvicinamento al Vecchio continente: von der Leyen vorrebbe che diventasse il primo “membro associato” del blocco. Un’offerta senza precedenti e ancora da definire nei dettagli con le capitali, rivolta direttamente al premier canadese Mark Carney, seduto tra le prime file dell’emiciclo. Al leader che lo scorso gennaio parlava di “rottura” dell’ordine mondiale, la Commissione ha proposto un’alleanza ambiziosa che spazia dalla tecnologia alla difesa, dall’energia ai minerali critici, passando per l’intelligenza artificiale e l’Artico.

Con il deterioramento della sicurezza internazionale e l’erraticità degli Usa di Donald Trump – di cui il dossier Groenlandia è diventato emblematico – è emersa anche la volontà dell’Ue di prendersi più responsabilità per la propria sicurezza. Da qui la seconda proposta d’effetto: la creazione di un Consiglio di sicurezza europeo, organo esecutivo ipotizzato da anni ma che ha assunto nuova urgenza. In parallelo, von der Leyen ha annunciato che è tempo che l’Ue si doti di un protocollo di emergenza sulla falsariga dell’Articolo 4 della Nato, per cui gli Stati alleati devono consultarsi ogni volta che, a giudizio di uno di essi, siano minacciate sicurezza, integrità territoriale o indipendenza politica.

Sul dossier cinese, von der Leyen si è mostrata combattiva: lo squilibrio commerciale con l’Ue è pari a un miliardo di euro al giorno, e “il secondo China Shock è già qui”, ha avvertito, visibile “nelle nostre comunità e nelle fabbriche in tutta la nostra Unione” e portatore di deindustrializzazione dei cuori industriali europei, fenomeno “insostenibile”. L’Ue intende usare “tutti gli strumenti a nostra disposizione” per riequilibrare il rapporto commerciale con Pechino: “le parole sono importanti. Ma i fatti lo sono di più”, ha aggiunto, lasciando intendere che le interlocuzioni in corso non stanno sortendo gli effetti desiderati.

Sul Medio Oriente, la presidente della Commissione ha bollato come “inaccettabile” il progetto israeliano di insediamento E1, che spezzerebbe la continuità territoriale della Cisgiordania, criticando al contempo i Paesi Ue che nell’ultimo anno “non sono riusciti a raggiungere” un accordo di maggioranza per agire secondo le sue proposte. Nel mirino anche la frammentazione delle capitali, tra chi si è mosso per sanzionare Israele e chi si è mostrato restio: “quando l’Europa è divisa, non può cambiare il corso degli eventi”, ha detto, ribadendo l’impegno Ue a “tenere viva la fiamma” della soluzione a due Stati.

Sull’Ucraina, von der Leyen ha promesso il “massimo sostegno” in vista di un inverno particolarmente duro, con l’impegno a rafforzare la pressione sulla Russia migliorando l’applicazione delle sanzioni esistenti e chiudendone le falle. A poca distanza dal voto in Sassonia-Anhalt che ha riacceso i timori sull’estrema destra, ha inoltre messo in guardia contro chi strumentalizza le preoccupazioni legittime degli europei “per creare divisioni tra noi, a volte dall’esterno, e troppo spesso dall’interno”: ultranazionalisti, antieuropeisti, l’interferenza russa o la disinformazione hanno “nomi diversi” ma un obiettivo comune, “disprezzano i nostri valori e vogliono spezzare la nostra unità europea”.

Von der Leyen ha citato esplicitamente Ceuta, alle prese con le conseguenze della massiccia violazione di frontiera di fine luglio, ribadendo che l’exclave spagnola “è Europa” e che l’Ue sarà “al fianco” dei suoi abitanti. Gli strumenti europei “devono evolversi, in particolare per le situazioni di emergenza”, ha detto, annunciando una proposta per un nuovo quadro europeo di risposta alle emergenze migratorie, attivabile con criteri “rigorosamente definiti” che darebbe allo Stato più “flessibilità” per gestire le crisi.

Quella appena trascorsa è stata anche “l’estate della verità” per il cambiamento climatico: gli incendi hanno causato 660.000 ettari di territorio bruciato, circa 12 milioni di tonnellate di raccolti perduti e oltre 35.000 morti in più durante le ondate di calore. “Questi sono stati i mesi estivi più caldi di sempre, ma probabilmente i più freschi degli anni a venire”, ha avvertito, anticipando un nuovo quadro per la resilienza climatica, un’iniziativa contro lo spreco idrico e un’Alleanza per l’assicurazione contro i rischi climatici, dato che solo un quarto degli edifici Ue colpiti da disastri è assicurato.

Sull’intelligenza artificiale, von der Leyen ha sottolineato l’urgenza di “restare in gara” trovando “un equilibrio tra possibilità e rischi”, non da ultimo lo spettro dei sistemi auto-migliorativi. L’Ue punta a fare squadra con Canada e Regno Unito sulla sicurezza dell’IA e a “potenziare massicciamente” la capacità di calcolo europea, sfruttando il vantaggio competitivo delle “industrie di livello mondiale che dispongono di dati di altissima qualità”, definiti “un tesoro europeo prezioso”.

Sul fronte economico, von der Leyen ha rivendicato gli sforzi per tagliare la burocrazia, chiedendo agli Stati membri “un patto contro il gold-plating” (la sovra-regolamentazione nazionale con effetti discriminatori). Ha anticipato un nuovo pacchetto bancario centrato su semplificazione e lotta alla frammentazione, e chiesto che la revisione del mercato unico sia completata entro fine 2027.

Sull’energia ha ribadito la necessità di puntare su fonti “pulite, convenienti e prodotte in casa” – rinnovabili, nucleare, biometano o altro – “in modo tecnologicamente neutro”, per garantire indipendenza. Ha inoltre esercitato pressione sui governi affinché approvino nuove risorse proprie per finanziare il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che nella proposta della Commissione deve avvicinarsi a due mila miliardi di euro: “ogni bilancio moderno ha bisogno di nuove risorse proprie”, ha detto, consapevole delle resistenze nelle capitali.

Infine, von der Leyen ha anticipato la ricetta Ue sull’uso dei social media da parte dei minori, in arrivo il giorno successivo: divieto di accesso ai social ai minori di 13 anni, divieto di account personali fino ai 15 anni, e onere della prova a carico delle piattaforme tra i 15 e i 18 anni. “L’Europa ha il potere di agire. Siamo noi a decidere le nostre regole, non le grandi aziende tecnologiche”, ha concluso, annunciando anche una proposta legislativa contro la dipendenza digitale prevista in autunno.

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