HomeUltima OraUe, costruttori auto Gb (Smmt): "Con esclusione Regno Unito da Made in...

Ue, costruttori auto Gb (Smmt): “Con esclusione Regno Unito da Made in Europe a rischio 20mila posti di lavoro in Italia”

- Advertisement -

“L’Italia è uno dei Paesi che pagherà il prezzo più alto se l’Unione europea taglierà fuori il Regno Unito dalle regole del Made in Europe. Si stima un impatto sul pil italiano di 1,7 miliardi di euro e ben 20.000 posti di lavoro a rischio, dato che le aziende italiane di componentistica vendono e dipendono moltissimo dal mercato automobilistico britannico”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Mike Hawes, amministratore delegato della Smmt, Society of Motor Manufacturers and Traders, l’associazione di categoria dell’industria automobilistica britannica, commentando il piano industriale con cui Bruxelles intende favorire le produzioni del Vecchio Continente.

“Le intenzioni sono comprensibili, ma i confini di questa strategia sembrano non tenere conto di decenni di filiere integrate. Escludere il Regno Unito sarebbe un autogol, indebolendo la competitività, riducendo la scala e limitando la scelta dei consumatori. Abbiamo tutti bisogno di un piano migliore, che riconosca l’industria automobilistica britannica come un partner di fiducia e rafforzi, anziché frammentare, l’industria automobilistica europea”, aggiunge Hawes.

Come anticipato, tra i paesi che potrebbero pagare di più questa esclusione, c’è l’Italia. Secondo uno studio di Oxford Economics commissionato dalla stessa Smmt, è infatti tra le nazioni che pagheranno il prezzo più alto in caso di un taglio netto. “L’industria della componentistica italiana è un tassello fondamentale, vendendo e dipendendo in larga misura dalle linee di montaggio d’Oltremanica. Il Regno Unito rappresenta il principale mercato di esportazione dell’Ue per le autovetture e viceversa; inoltre, i produttori dell’Ue vendono all’Uk più componenti automobilistici che a qualsiasi altro mercato globale, nell’ambito di una relazione commerciale del valore di 80 miliardi di euro l’anno”.

L’analisi condotta da Oxford Economics stima che la produzione automobilistica britannica sostenga attività economiche per un valore di 24 miliardi di euro e garantisce il lavoro a 250.000 persone in tutta l’Ue, coinvolgendo settori che spaziano dai servizi di pubblica utilità a quelli finanziari e immobiliari. “Tali benefici sarebbero compromessi se venisse escluso il nostro Paese dalle disposizioni chiave relative al marchio Made in Europe. Nella formulazione attuale, ai veicoli prodotti nel Regno Unito verrebbe negato l’accesso agli incentivi riservati ai prodotti di fabbricazione Ue, come il sostegno alle flotte aziendali a basse emissioni e i benefit per la riduzione di emissioni di CO2, e sarebbero esclusi dagli appalti pubblici degli Stati membri dell’Ue, nonostante il ruolo svolto dal Regno Unito nella filiera automobilistica europea”.

“Una simile eventualità porrebbe la produzione britannica in una posizione di svantaggio competitivo sul suo mercato principale, riducendo la domanda di veicoli prodotti nel Regno Unito e, di conseguenza, diminuendo l’approvvigionamento britannico di componenti, beni e servizi provenienti dall’Ue. Ciò comporterebbe inoltre costi più elevati e una minore scelta per i consumatori europei, proprio nel momento in cui il settore necessita di dimensioni adeguate, investimenti e accessibilità economica per affrontare le sfide competitive e accelerare la transizione verso una mobilità a zero emissioni”, conclude Mike Hawes. (di Alessandro Allocca)

- Advertisement -
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

Più letti

- Advertisement -

COMMENTI RECENTI