E’ “un’iniziativa molto positiva e importante” per “cercare la pace, insistere sulla pace, incoraggiare la pace” la visita a Mosca dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati.
Ma “la Santa Sede non può da sola” riuscire a metter fine al conflitto tra Russia e Ucraina, “serve un gruppo di lavoro con Paesi partner che abbiano interesse nella soluzione” della guerra, ovvero “l’Europa, gli Stati Uniti, la Cina, il Giappone, l’India”. Così il nunzio apostolico a Kiev, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, commenta con l’Adnkronos la missione di Gallagher a Mosca, notando che quello che manca, oggi, è una “diplomazia comune” a livello internazionale.
“Fa parte del ruolo della Santa Sede cercare tutti i modi possibili per ricostruire la pace. E questa iniziativa va annoverata nel tentativo di vedere che cosa manca per la pace, che cosa si può fare, incoraggiare, insistere. Se veramente potrà contribuire alla pace” la missione di Gallagher, “lo spero, bisogna metterci la speranza, il resto lo vedrà la storia dei fatti”. Ma “a mio avviso la pace richiede un lavoro molto impegnativo, molto minuzioso, molto attento”, afferma Kulbokas, aggiungendo che “a mio avviso la Santa Sede da sola forse non può portare molti risultati. Bisogna avere la cooperazione di altri partner” e per questo “ritengo che si debba lavorare il più possibile uniti tra i Paesi, tra le organizzazioni internazionali, tra chi non è indifferente a questa situazione”. Perché, ritiene il nunzio, “quanto più ci si unisce nel lavoro per la pace, tanto più crescono le possibilità di raggiungerla”.
Sui partner della Santa Sede che potrebbero fare la differenza, Kulbokas pensa prima di tutto a un ruolo delle “Nazioni Unite, dovrebbero riprendere più seriamente la loro vocazione”. E “poi tutto il continente europeo, Paesi come gli Stati Uniti, come la Cina, poi altri paesi: Brasile, India, Canada, Giappone, tutti coloro che possono dare un sostegno alle iniziative della pace”. Ma, prosegue l’arcivescovo, “a volte ho l’impressione che molti Paesi siano occupati dalle proprie difficoltà e dai problemi interni, quindi che non ci sia una diplomazia comune in grado di dedicare tempo ed energia sufficiente al tema della pace”.
A Kulbokas “piacerebbe un vero gruppo di lavoro dedicato con più impegno, con più tempo ed energia per la pace”. La Santa Sede, dal canto suo, “lavora anche da sola per dare più trazione, per promuovere le iniziative, ma raggiungere un risultato da soli è difficile”.
In ogni caso è “certamente importante” il canale di dialogo che il Cremlino ha aperto con la Santa Sede, “a volte si comincia con piccole cose e se ci mette l’impegno, spesso si riesce a costruire cose più grandi”. Prima di recarsi in Russia, Gallagher è stato in Ucraina dal 16 al 21 luglio. “I politici ucraini mi hanno detto che erano molto contenti dei negoziati all’inizio dell’anno, ma poi purtroppo si sono fermati. Loro volevano riprenderli, ma gli Stati Uniti e altri partner avevano tutta l’attenzione posta altrove, nella regione mediorientale e non in Ucraina, purtroppo. Questa adesso è la realtà”, ha concluso Kulbokas.