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Truffa della bottiglietta nella ruota: come funziona il trucco dei ladri e come difendersi

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Il furto dell’auto o degli oggetti alll’interno grazie a una semplice bottiglia di plastica vuota. È la cosiddetta ‘truffa della bottiglietta’, una tecnica tornata recentemente al centro dell’attenzione dopo nuove segnalazioni diffuse online.

La dinamica è semplice: una bottiglia vuota viene incastrata tra lo pneumatico e il passaruota, generalmente in una posizione poco visibile dal posto di guida. Quando l’automobilista parte, la ruota comprime la plastica e genera un rumore improvviso. Il conducente, pensando a un possibile problema meccanico, potrebbe fermarsi e scendere dalla vettura. Ed è proprio questo il momento che i ladri cercano di sfruttare.

È importante, però, evitare allarmismi: la presenza di una bottiglia vicino a una ruota non significa automaticamente che sia in corso un tentativo di furto. Le segnalazioni sulla tecnica circolano da anni e non tutte sono accompagnate da una verifica indipendente del singolo episodio. La prudenza, quindi, è la risposta più utile.

Il metodo sfrutta soprattutto la distrazione e la reazione istintiva dell’automobilista.

La bottiglia viene sistemata mentre l’auto è parcheggiata, spesso sul lato passeggero e, secondo le segnalazioni più recenti, in particolare in corrispondenza di una ruota posteriore. Questa posizione rende l’oggetto difficile da vedere per chi raggiunge la vettura dal lato del conducente.

Il meccanismo può essere riassunto in quattro passaggi:

– il ladro individua un’auto parcheggiata e attende che il proprietario si allontani.

– la bottiglietta viene incastrata tra pneumatico e passaruota, in un punto poco visibile.

– il conducente sale in macchina e parte senza accorgersi dell’oggetto.

– la ruota schiaccia la plastica, producendo un rumore anomalo che può sembrare quello di una gomma danneggiata o di un guasto.

A quel punto l’automobilista potrebbe fermarsi e scendere per controllare.

Il punto di forza del trucco non è la bottiglia in sé, ma la distrazione che provoca. Chi sente improvvisamente un rumore provenire da una ruota tende naturalmente a pensare che qualcosa non funzioni. La reazione più spontanea è fermarsi e controllare. Se il conducente lascia la portiera aperta, le chiavi nell’auto o il motore acceso, però, crea una situazione favorevole a un eventuale malintenzionato.

Il rischio può riguardare innanzitutto borse, zaini, smartphone e altri oggetti lasciati nell’abitacolo, ma nei casi più gravi l’obiettivo può essere direttamente la vettura. Alcune ricostruzioni della tecnica descrivono infatti il possibile intervento di un complice che approfitta dei pochi secondi di distrazione per salire sull’auto e allontanarsi.

Le segnalazioni riguardano soprattutto luoghi in cui le persone parcheggiano, fanno acquisti e si muovono rapidamente: supermercati, centri commerciali, parcheggi molto grandi, ospedali e aree di sosta.

Sono ambienti particolarmente favorevoli a questo tipo di raggiro perché il proprietario dell’auto può essere distratto da borse, spesa, bagagli o dalla fretta di ripartire.

Il trucco, inoltre, non richiede strumenti particolari e punta proprio sull’effetto sorpresa: l’automobilista non deve riconoscere una persona sospetta o un tentativo evidente di effrazione.

La bottiglia è soltanto un possibile strumento di distrazione. Il principio alla base di molti furti nei parcheggi è sempre lo stesso: indurre l’automobilista ad abbassare la guardia per pochi secondi.

Controllare l’auto prima di partire, non lasciare oggetti di valore in vista e, soprattutto, non abbandonare mai una vettura con motore acceso e chiavi a bordo sono accorgimenti semplici che riducono le opportunità per i ladri.

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