Una pedagogista dall’approccio innovativo all’educazione e alla prevenzione del disagio infantile, fondatrice del Villaggio educativo italo-svizzero di Rimini, all’avanguardia nella diagnosi e nella cura delle anomalie intellettive e del comportamento. A Margherita Zoebeli (Zurigo, 1912 – Rimini, 1996), la cui esperienza permise anche di individuare i primi casi di autismo e anoressia, il Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia dellIstituto Treccani dedica una voce in occasione della Giornata mondiale della salute mentale.
Il Villaggio educativo di Rimini, realizzato nel 1945 attraverso il recupero di baracche militari adibite a piccole casette in legno, ospitava corsi professionali e laboratori per le donne, una biblioteca e la Casa dei ragazzi (detta Betulla), un edificio progettato dall’architetto Giancarlo De Carlo pensato per ospitare «orfani sociali, bambini con problemi familiari complicati». Proprio la presenza di numerosi bambini le cui condizioni psicofisiche erano spesso gravemente compromesse dalle privazioni della guerra e da complesse vicende personali, che ne rendevano difficile l’inserimento nella scuola statale, portò Zoebeli a istituire, nel 1947, una propria scuola elementare, con percorsi di apprendimento individualizzati e la collaborazione di psicologi e medici.
Il Villaggio divenne così un punto di riferimento internazionale per la pedagogia attiva e cooperativa, nonché un luogo d’incontro tra studiosi, ricercatori e insegnanti che favorì la nascita dei primi centri medico-psicopedagogici in Italia, che già nel 1953 erano in grado di offrire un servizio di consulenza per la diagnosi e la cura delle anomalie intellettive e del comportamento, compresi i primi casi di autismo e anoressia. Fino alla morte, avvenuta a Rimini nel 1996, Margherita Zoebeli continuò a rivolgere il suo impegno educativo e umanitario all’infanzia delle zone più martoriate dalla guerra, come la Bosnia ed Erzegovina e lo Zimbabwe, nella convinzione, più volte espressa, che «una diversa educazione può cambiare il mondo».