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Terremoto a Pisa: il sistema antisismico della scuola di Buti si attiva per la prima volta

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La terra ha tremato e il sistema ha risposto. Ieri, durante la scossa di magnitudo 4.3 registrata nell’area di Pisa, le otto masse attive installate nella scuola media F. Di Bartolo di Buti si sono attivate in tempo reale, rilevando il movimento della struttura e contrastandone le oscillazioni. È la prima volta che il sistema entra in funzione da quando è operativo, a fine 2024, ed è anche la prima scossa di intensità sufficiente a superarne la soglia di attivazione.

L’edificio è la prima scuola in Toscana protetta con la tecnologia Active Mass Damper sviluppata da ISAAC, azienda deep-tech italiana nata nel 2018 dalla ricerca del Politecnico di Milano. Il sistema è progettato per ridurre di circa il 50% le oscillazioni durante un sisma. L’intera sequenza dell’evento è stata registrata dalla piattaforma di monitoraggio di ISAAC, con dati coerenti con quelli diffusi dall’INGV.

Come funziona il sistema antisismico

Il principio è quello del contrasto attivo: sensori distribuiti nell’edificio rilevano il movimento della struttura fino a mille volte al secondo. Un algoritmo coordina in tempo reale il movimento delle masse mobili installate in quota, generando forze opposte alle oscillazioni. A Buti le otto unità sono distribuite tra il sottotetto del corpo principale e la copertura del corpo adiacente, e lavorano come un unico sistema strutturale integrato.

La tecnologia non richiede interruzione dell’operatività dell’edificio durante l’installazione né durante il funzionamento. È protetta da brevetti in Italia, Europa, Stati Uniti e Cina.

L’intervento sulla scuola di Buti

Il progetto di miglioramento sismico della scuola F. Di Bartolo è stato completato e collaudato nel 2024, con un investimento complessivo di circa 760.000 euro, di cui 536.000 provenienti dal PNRR. L’indice di sicurezza sismica dell’edificio è salito da 0,51 a 0,8, superando l’obiettivo iniziale fissato a 0,6. Al progetto hanno partecipato la scuola, ISAAC e l’amministrazione comunale.

Il caso era già stato presentato alla 18th World Conference on Earthquake Engineering nel 2024, in uno studio realizzato insieme alla University of Washington.

Il contesto: due scosse in pochi giorni

L’attivazione del sistema arriva a pochi giorni dal terremoto di magnitudo 4.7 che ha colpito i Campi Flegrei, riportando al centro il dibattito sulla prevenzione sismica e sulla messa in sicurezza di edifici strategici: scuole, ospedali, patrimonio artistico.

Il sisma di Pisa, arrivato pochi giorni dopo quello dei Campi Flegrei, ricorda che la prevenzione sismica non è rinviabile. Oggi a Buti è successo esattamente ciò per cui questa tecnologia esiste: la terra ha tremato, i sensori hanno rilevato la scossa e le masse attive sono entrate in funzione in tempo reale per contrastare le oscillazioni dell’edificio, afferma Alberto Bussini, fondatore e amministratore delegato di ISAAC.

Sulla stessa linea la sindaca di Buti, Arianna Buti: Una scuola è molto più di un edificio: è il luogo in cui una comunità cresce ogni giorno. A Buti abbiamo scelto di investire in una tecnologia che protegge studenti, personale e attività didattica, perché la prevenzione sismica è un dovere verso le famiglie e verso il futuro della nostra comunità.

ISAAC: chi è l’azienda

ISAAC ha sede a Milano e conta circa 40 persone. Ha installato finora circa 300 macchine su una quindicina di edifici in Italia, tra cui l’Ospedale San Martino di Genova e la nuova Torre Piloti del porto di Genova. Altrettante installazioni sono in fase di progettazione. L’azienda ha raccolto complessivamente 21,7 milioni di euro da fondi di venture capital, tra cui CDP Venture Capital e 360 Capital Partners.

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