Con una decisione annunciata poche ore prima dell’iniezione letale, una corte d’appello federale ha bloccato l’esecuzione di Christa Pike, l’unica donna rinchiusa nel braccio della morte del Tennessee. “L’interesse della giustizia e l’imminenza dell’esecuzione di Pike ci impone di imporre un breve stop per poter analizzare in modo adeguato i ricorsi, presentati dalle parti e decidere sul merito“, scrive la Corte spiegando che intende quindi valutare la richiesta dei legali della donna, che ora ha 50 anni e ne aveva appena 18 al momento dell’omicidio per la quale è stata condannata, di fermare l’esecuzione per permettere che si apra un’indagine sugli abusi sessuali che Pike ha subito da bambina, come lo stesso stato ha riconosciuto in un’udienza che si è svolta lo scorso agosto.
L’esecuzione, la prima di una donna in Tennessee in oltre 200 anni, era stata fissata per oggi alle 10 ora di Nashville dopo che il governatore del Tennessee Bill Lee e la Corte Suprema non sono intervenuti per fermarla, non accogliendo la richiesta di clemenza in considerazione del fatto che Pike era giovanissima al momento del crimine e che è vittima di abusi fisici e sessuali. Non è chiaro, sottolinea Nbcnews, per quanto tempo l’esecuzione verrà bloccata in attesa che la Corte d’Appello accolga o no la richiesta dei legali di Pike.
L’esecuzione aveva riacceso il dibattito sulle condanne a morte per le donne negli Stati Uniti, 18 i casi dal 1976, attirando forti polemiche, appelli degli esperti di diritti umani e una presa di posizione degli esperti delle Nazioni Unite contro la pena capitale.