Alle suppletive per il seggio alla Camera di Reggio Calabria “hanno vinto tutti”, parola di Renato Mannheimer. Per il sondaggista, interpellato dall’Adnkronos, “Forza Italia ha vinto perché ha vinto”, ma “il candidato di Vannacci anche se non ha vinto, ha preso comunque una percentuale rispettosa”. Certo, aggiunge, l’ex generale della Folgore “aveva parlato della sua Sassonia, e sicuramente ha sbagliato, ma il 10% è un buon risultato, anche perché ha preso di più di quello che gli viene attribuito a livello di sondaggi, dimostrando che è una forza politica da tenere in considerazione”.
“Si è trattato di un voto locale, con una bassa partecipazione, come per tutte le suppletive, in cui hanno votato solo i più interessati alla politica o i più legati ai diversi candidati in campo”, dunque, i numeri di Vannacci sono ancora più incoraggianti, perché, spiega ancora Mannheimer, “pesca in un pubblico poco interessato dalla politica, non guarda i programmi televisivi, non legge i giornali”. “L’elettorale potenziale di Futuro nazionale è maggiore, quindi ha vinto anche lui”, sentenzia, tanto che “può essere un problema per il centrodestra”.
Attenzione, però, ad astrarre quei voti a livello nazionale. “Proiettare quelle percentuali sulle politiche è diverso, perché prima c’è una campagna elettorale da fare, in cui si metteranno in campo diverse motivazioni, ci sarà l’appello al voto utile e chissà se funzionerà. Sicuramente Vannacci non si appellerà a quello, perché il suo è un elettorato che vota di pancia. C’è indubbiamente la vicinanza tra quello che ha preso e quello che gli viene dato, anche se è un episodio molto piccolo, Vannacci ha dimostrato di avere un pezzo di elettorato italiano importante nello scenario politico italiano”, conclude il sondaggista.
“Una buona performance, ma non si può parlare di effetto Vannacci“, è invece il riassunto del pensiero di Antonio Noto, che, interpellato dall’Adnkronos, considera il bottino di consensi che hanno portato i ‘vannacciani’ alla doppia cifra più come un “effetto Giannetta“. “Lo stesso Vannacci – spiega il sondaggista – si aspettava di più di quello che è riuscito a raccogliere. Non si aspettava di vincere, certo, ma di competere, fare bella figura e legittimarsi come partito a due cifre. Più che di effetto Vannacci, si deve parlare di effetto Giannetta, perché quei voti che hanno contribuito a portare il partito ad arrivare a un soffio dall’11% sono “in gran parte” dell’ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale calabrese. Domenico Giannetta, argomenta ancora Noto, “ha preso 10mila preferenze alle regionali di poco meno di un anno fa” ed è quindi lui che ha fatto da traino.
Insomma, si può dire “più Futuro Giannetta che Futuro nazionale, perché Vannacci avrebbe dovuto dare un valore aggiunto, portando con sé i voti ideologici, ma anche quelli che, in teoria, aggregherebbe un partito nuovo, perché è appunto una novità”. E se si volesse fare un paragone rispetto a quello che potrebbe succedere a livello nazionale? “E’ difficile proiettare i voti presi da Futuro nazionale” per il seggio alla Camera, dice il sondaggista, “perché quello di Reggio Calabria è un territorio particolare e già Fabio Roscioli era un candidato divisivo dentro Forza Italia. A queste suppletive, per Noto, “si è giocata una partita nella partita, perché è uscito sconfitto Futuro nazionale, ma si è legittimata quell’area del partito azzurro capitanata da Marina Berlusconi e Roberto Occhiuto. Paradossalmente se Vannacci avesse contribuito a far perdere il centrodestra, sarebbe uscita sconfitta quell’area là”.
Quanto al centrosinistra, sembra che per la partita non siano proprio scesi in campo, almeno i leader nazionali. “Il campo progressista ha raccolto quello che aveva raccolto alle regionali, e c’è da dire che Reggio Calabria non è una città storicamente di destra, anzi, ha una cultura di sindaci di sinistra. Non hanno fatto una campagna elettorale per vincere e per essere una coalizione che aspira a vincere a livello nazionale doveva fare molto di più”, sentenzia ancora.
Tornando a Vannacci e al suo Futuro nazionale, se decidesse di far parte della squadra del centrodestra cosa succederebbe? “La presenza di Vannacci in un’eventuale coalizione di centrodestra creerebbe degli scombussolamenti ma avrebbe un effetto positivo. Adesso noi lo accreditiamo intorno al 7%, la settimana scorsa era all’8%, se si alleasse con Giorgia Meloni &co porterebbe con sé il 3-4%, e quindi sarebbe una dote parziale”. Non solo: “Ci sarà una parte di elettorato che non voterà il centrodestra perché si è schierato con Vannacci, ma con il generale dentro il centrodestra ha più probabilità di vincere, perché il saldo sarebbe positivo, anche se questo significherebbe anche che si potrebbe prendere i voti di Fratelli d’Italia e Lega, ridisegnando i pesi e gli equilibri per un futuro governo”, conclude Noto.