HomeUltima OraSolidarietà, a Genova 'Noi doniamo': cresce la quota di chi fa beneficenza

Solidarietà, a Genova ‘Noi doniamo’: cresce la quota di chi fa beneficenza

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Dove e in quali condizioni si dona di più in Italia? È la domanda al centro della 9a edizione di “Noi doniamo”, il rapporto sul dono in Italia realizzato dall’Osservatorio sul dono dell’Istituto Italiano della Donazione (IID), presentato ieri a Genova nell’ambito di Liguria Capitale del Dono 2026. Il 2025 mostra alcuni segnali positivi: secondo Istat, la quota di residenti in Italia (+14 anni) che dichiara di aver versato denaro a un’associazione sale dall’11,6% del 2024 all’11,9% del 2025, proseguendo il graduale recupero degli ultimi anni. Più marcata la crescita del volontariato organizzato: la quota di persone che svolge attività gratuite in associazioni di volontariato passa dall’8,4% al 9,2%. Cresce leggermente anche l’attività gratuita svolta in altre associazioni, dal 2,7% al 2,9%.

L’indagine Ipsos Doxa parte dall’analisi del trend delle donazioni informali, quelle che non transitano attraverso gli enti non profit. Il confronto tra i dati raccolti nell’edizione 2025 e quelli degli anni precedenti evidenzia una lieve flessione della quota di persone che, nei 12 mesi precedenti l’intervista, hanno effettuato almeno una donazione informale, scesa di un punto percentuale, dal 50% al 49%. Sul fronte degli importi, nel 2025 la donazione media annuale destinata alle organizzazioni non profit diminuisce, attestandosi a 61€ (-7€ rispetto al 2024), un valore in linea con quello registrato nel 2021. Per le donazioni informali, invece, si conferma l’inversione di tendenza già osservata, con una significativa ripresa dell’importo medio, che raggiunge 37€, 16 € in più rispetto al 2023. Ma il dato quantitativo racconta soltanto una parte del cambiamento. Il Rapporto evidenzia infatti una solidarietà che si sta trasformando: accanto alla donazione economica convivono volontariato, sostegno alle comunità, microdonazioni, acquisti solidali, crowdfunding e nuove forme di attivazione digitale.

Le regioni più solidali. Partendo dai dati Istat, a livello territoriale l’analisi delle correlazioni è stata effettuata su 19 regioni, escludendo il Trentino-Alto Adige (sempre primo sia per donazioni economiche che per volontari) per mantenere omogenea l’unità territoriale tra le diverse fonti, poiché alcuni indicatori sono disponibili separatamente per le Province autonome di Trento e Bolzano mentre altri sono disponibili per la regione nel suo complesso. A guidare la classifica delle donazioni economiche ci sono Lombardia ed Emilia-Romagna, entrambe con il 15,1% di persone che donano, seguite dalla Valle d’Aosta con il 15%: valori nettamente superiori alla media nazionale dell’11,9%. La geografia cambia se si guarda al volontariato: in testa si posiziona il Veneto, con il 14,1% di persone impegnate in attività di volontariato, seguito dalla Valle d’Aosta (11,7%) e da Lombardia ed Emilia-Romagna, entrambe all’11,6%, a fronte di una media italiana del 9,2%. I dati mostrano così come donare denaro e donare tempo disegnino geografie in parte differenti, pur facendo emergere alcuni territori caratterizzati da una partecipazione solidale particolarmente elevata in entrambe le dimensioni.

Secondo dati Istat i giovani hanno un peso ancora contenuto nella donazione economica, ma diventano molto più presenti quando il dono passa attraverso tempo, impegno personale e partecipazione. I 14-34enni rappresentano il 12,8% dei donatori di denaro, ma salgono al 23,8% dei volontari nelle associazioni di volontariato. Rappresentano inoltre il 24,6% (1 su 4) di chi svolge gratuitamente attività in altre associazioni e la stessa quota, il 24,6%, di chi partecipa ad associazioni ecologiche, per i diritti civili e per la pace. La differenza è ancora più evidente tra i giovanissimi: i 14-19enni costituiscono appena l’1,2% dei donatori di denaro, ma il 6,4% dei volontari. A completare il quadro, secondo la rilevazione Eumetra inserita nel Rapporto, la disponibilità ad aiutare non si esprime più soltanto attraverso le forme più consolidate, ma assume modalità diverse, più selettive e spesso più vicine ai contesti nei quali le persone si riconoscono. Nel 2026, infatti, la percentuale dei giovani che dichiara di aver dedicato denaro, beni o tempo alle esigenze del proprio gruppo o della propria comunità raggiunge il 47%, quasi uno su due, contro il 32% degli over 55.

Più che una minore disponibilità alla solidarietà, nelle le nuove generazioni emerge un modo diverso di vivere il dono, meno legato alla sola erogazione economica ma più vicino alla partecipazione diretta e alle cause percepite come rilevanti.L’edizione 2026 introduce una novità: per la prima volta la propensione al dono viene messa in relazione con alcuni indicatori economici e sociali dei territori italiani, per provare a comprendere non soltanto dove si dona di più, ma quali caratteristiche accomunano le regioni nelle quali donazione economica e volontariato sono maggiormente diffusi. L’evento, che apre il mese del dono, si inserisce nel progetto culturale di respiro nazionale Giorno del Dono, nato nel 2015 per promuovere i valori della gratuità e del volontariato che sono la base per una vera e condivisa cultura del dono. L’Istituto – che da oltre vent’anni promuove trasparenza, credibilità e onestà nel Terzo settore – ha fortemente voluto la Legge 110/15 che ha istituito in Italia, primo e unico Paese al mondo, il 4 ottobre di ogni anno quale Giorno del Dono.

Il Rapporto analizza anzitutto il dono di denaro per buone cause, con particolare attenzione al Terzo Settore, utilizzando diverse fonti che consentono di osservare il fenomeno da due prospettive complementari: quella degli enti non profit e quella dei donatori, cittadini e imprese. Grazie all’Indagine IID sulle Raccolte Fondi dell’IID, arrivata alla sua XXIV edizione, viene scattata una fotografia dettagliata delle raccolte fondi del non profit, mentre il donatore è al centro dell’indagine Ipsos Doxa “Italiani solidali”, realizzata su un campione di 2000 individui. Il contesto di riferimento viene analizzato attraverso il contributo Istat “Aspetti della vita quotidiana” (AVQ) condotta su un campione di circa 20.000 famiglie e 50.000 individui. Infine, partendo dall’Italy Giving Report di Vita Non Profit Magazine, “Noi doniamo” esplora il valore delle donazioni complessive da privati cittadini nell’ultimo anno fiscale disponibile, il 2023.

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