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Sofia Goggia rientrata in Italia da Ushuaia, 6 mesi fa al centro dell’epidemia di Hantavirus

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La campionessa di sci Sofia Goggia è rientrata in Italia dall’Argentina in anticipo. La sciatrice bergamasca, bronzo in discesa alle ultime Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, era ad Ushuaia (Argentina) per la preparazione dell’imminente stagione invernale. Per lei “nessun trauma e nessun incidente”. Più probabile un malessere legato a una fase generale di affaticamento, che andrà approfondito nei prossimi giorni con tutti gli accertamenti del caso. La sciatrice bergamasca ha accusato dei malori durante la sua permanenza a Ushuaia che durava dallo scorso 23 agosto, e d’accordo con la Commissione Medica Fisi presieduta dal dottor Andrea Panzeri ha deciso di rientrare in Italia per sottoporsi nei prossimi giorni ad accertamenti. Il capoluogo della provincia argentina della Terra del fuoco è stato al centro dell’epidemia di Hantavirus delle Ande che 6 mesi fa ha spaventato il mondo per il cluster sulla nave da crociera Mv Hondius, con a bordo 147 tra passeggeri e membri dell’equipaggio, salpata proprio dal porto di Ushuaia per il suo viaggio che si sarebbe interrotto poi a Tenerife. La coppia olandese che per prima ha accusato i malori avrebbe visitato per fare birdwatching una discarica nella città della Terra del fuoco, dove sarebbe entrata in contatto con i topi portatori dell’Hantavirus delle Ande. In quel periodo le autorità sanitarie argentine avevano segnalato diversi casi nel Sud del Paese.

Il rientro sulla nave della coppia ha quasi sicuramente determinato il focolaio, che ha portato nei giorni seguenti al decesso della coppia. Il 3 maggio l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) comunica la presenza di un focolaio di hantavirus sulla Mv Hondius. La vicenda della nave da quel momento diventa l’apertura di tutti i media. Soprattutto perché continua il suo viaggio di sofferenza che terminerà nel porto di Tenerife dove verranno sbarcate le salme e inizierà la quarantena dei passeggeri e dell’equipaggio superstiti. Le vittime sono state 3, con 13 casi complessivi confermati. Anche l’Italia è stata ‘toccata’ dall’emergenza hantavirus: il 9 maggio il ministero della Salute ha attivato la sorveglianza attiva per 4 passeggeri che erano a bordo del volo Klm in coincidenza per Roma sul quale era salita per pochi minuti la donna olandese poi morta per l’hantavirus. Fortunatamente non ci sono stati casi. Il 2 luglio l’Oms ha dichiarato concluso il focolaio legato alla Mv Hondius, dopo il follow-up di 42 giorni dei contatti dei casi.

La sindrome da hantavirus umano (Hps) è caratterizzata da mal di testa, vertigini, brividi, febbre, mialgia e problemi gastrointestinali, come nausea, vomito, diarrea e dolore addominale, seguiti da improvvisa difficoltà respiratoria e ipotensione. I sintomi dell’Hps si manifestano in genere da 2 a 4 settimane dopo l’esposizione iniziale al virus. Tuttavia, i sintomi possono comparire già dopo 1 settimana e fino a 8 settimane dopo l’esposizione. Non esiste un trattamento antivirale specifico autorizzato o un vaccino contro l’infezione, la terapia è di supporto e si concentra su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. L’accesso precoce alla terapia intensiva, quando clinicamente indicato, migliora gli esiti, in particolare per i pazienti con sindrome cardiopolmonare.

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