Quarant’anni di storia, oltre 120 Paesi raggiunti, un movimento che ha cambiato il modo di parlare di cibo, agricoltura e ambiente. Slow Food celebra il proprio anniversario a Terra Madre Salone del Gusto 2026, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre. Alle Gallerie d’Italia va in scena un palinsesto speciale: quattro giorni, quaranta voci, quarant’anni di idee e battaglie raccontate da contadini, cuochi, studiosi, attivisti, giornalisti e artisti.
L’associazione nacque a Bra nel 1986. Da allora ha trasformato il cibo in uno strumento per leggere il presente e immaginare un futuro, secondo la formula che ne ha definito l’identità: buono, pulito e giusto. Il programma alle Gallerie d’Italia è pensato come un racconto corale, aperto al pubblico gratuitamente e prenotabile sul sito dell’evento fino a esaurimento posti.
Si parte giovedì 24 con i semi della biodiversità
Ad aprire il programma, giovedì 24 settembre alle 14.30, è I semi del futuro, dedicato alla presentazione dei 18 Atlanti dell’Arca del Gusto delle regioni italiane. Il progetto, fortemente voluto da Carlo Petrini, raccoglie trent’anni di ricerca sulla biodiversità e sui saperi gastronomici del Paese. Alle 16.30 segue Il futuro è già qui, un dialogo tra Luciana Castellina, giornalista e storica militante della sinistra italiana, e giovani contadini, pastori e studenti della rete di Slow Food Italia. A condurre l’incontro è Massimo Cirri, voce storica di Caterpillar su Rai Radio2.
Venerdì 25: dalle cucine italiane agli orti educativi
La giornata di venerdì si apre alle 10.30 con Le radici di un’alleanza, un percorso dalla storia delle cucine italiane alle pratiche dei cuochi dell’Alleanza Slow Food. Tra i relatori Massimo Montanari, storico dell’alimentazione all’Università di Bologna, insieme a cuochi e pizzaioli dell’Alleanza provenienti da Tarquinia, Messina e Ginevra, e allo chef Piero Alciati della Tenuta Fontanafredda.
Alle 12.30 è la volta di L’orto come terzo paesaggio, dedicato al legame tra persone, comunità e terra attraverso i progetti educativi di Slow Food. Intervengono la regista Anna Kauber, autrice del documentario sulle donne pastore italiane, la critica letteraria Roberta Mazzanti e Rita Tieppo, ex docente e protagonista del progetto degli Orti Slow Food. L’incontro include la proiezione del cortometraggio di Geena Gasser, menzione speciale Slow Food al Festival CinemAmbiente 2026.
Sabato 26: sovranità alimentare, design e visioni di futuro
Sabato 26 settembre è la giornata più densa. Si comincia alle 12.30 con Alle radici del Gusto, un confronto sul significato reale di sovranità alimentare in un mondo che alza frontiere. Tra le voci Benedetta Gori, ricercatrice di etnobotanica e autrice di Botanica nascosta (Slow Food Editore 2026), e Mareme Cisse, originaria del Senegal, che ad Agrigento ha fondato il ristorante Ginger-people&food, segnalato dalla guida Osterie d’Italia.
Alle 14.30 spazio a 40Pod, un racconto corale delle idee e delle battaglie del movimento, con il giornalista e scrittore Mario Calabresi, cofondatore di Chora Media. Alle 15.30 Design del Gusto esplora come la visione di Slow Food abbia influenzato design, architettura e moda, con il panificatore Fulvio Marino e l’artista muralista Mona Caron, tra gli altri. La giornata si chiude alle 16.30 con Un’altra idea di mondo, in cui Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, dialoga con l’attore Paolo Hendel e lo scrittore-contadino Marco Noferi.
Domenica 27: storia, musica e il finale con Moni Ovadia e Lella Costa
L’ultima giornata si apre con Slow Food Story, dedicato al primo documentario interamente sulla storia dell’associazione, realizzato nel 2013 dal regista Stefano Sardo. Con lui ripercorrono le tappe del movimento il giornalista Gigi Padovani, autore di Slow Food. Storia di un’utopia possibile, e altri protagonisti storici della rete.
Alle 14.30 La terra e la musica intreccia parole, suoni e tradizioni popolari con il trombettista Roy Paci, l’antropologo ed etnomusicologo Ettore Castagna e altri musicisti e ricercatori del patrimonio sonoro del Sud Italia.
Chiude il programma, alle 16, Buono, pulito e giusto: un invito a continuare a seminare utopia per raccogliere realtà, nel segno dell’eredità di Carlo Petrini. Il racconto è affidato a Moni Ovadia, punto di riferimento del teatro yiddish e della musica klezmer in Italia, e a Lella Costa, tra le voci più note del teatro di narrazione italiano. Un finale all’altezza dei quarant’anni festeggiati.
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e prenotabili sul sito di Terra Madre Salone del Gusto. L’ingresso è fino a esaurimento posti.