Per la Commissione Europea sarebbe “molto, molto positivo” se lItalia utilizzasse i fondi Safe a disposizione interamente, per 14,9 mld di euro, anche perché ha presentato un piano molto “solido” sull’uso che intende fare di quelle risorse. Lo sottolinea il portavoce per la Difesa Thomas Regnier, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, che da questa settimana si tiene il martedì e il giovedì, fino alla fine della pausa estiva.
“Non abbiamo tempo da perdere – sottolinea Regnier – questa è la posizione chiara della Commissione Europea, in merito a Safe e alla sua attuazione. Perché? Perché Safe svolge un ruolo cruciale per la sicurezza dell’Europa. Lo vediamo quotidianamente in Ucraina. Abbiamo assistito a incursioni di droni in Romania, solo per citare uno dei tanti Stati membri presi di mira”.
LItalia, ricorda Regnier, “è lo Stato membro che ha richiesto 14,9 miliardi di euro e ha ricevuto da noi un budget approvato di 14,9 miliardi di euro. Ora, ciò che è importante per noi è passare rapidamente alla fase successiva. È evidente che l’industria italiana svolge un ruolo chiave per la sicurezza dell’Europa. Quindi, nella situazione ideale, vorremmo sicuramente che lItalia rispettasse i 14,9 miliardi di euro annunciati oggi, e questo è uno sviluppo molto, molto positivo”.
Ora, continua Regnier, “l’importante è che possiamo procedere con la firma dell’accordo di prestito, perché dobbiamo erogare i fondi per dare il via al progetto. Questa è la tempistica che stiamo considerando”.
Se ci fossero “cambiamenti a livello di budget”, cioè se Roma decidesse di usare meno di 14,9 mld, allora, nota, “la situazione diventerebbe ancora più urgente, perché quei fondi dovrebbero essere riallocati attraverso un nuovo bando ad altri Stati membri, che potrebbero voler richiedere ulteriori prestiti. Questa è la situazione. Messaggio chiave: non abbiamo tempo da perdere. Dobbiamo accelerare il processo e passare alla fase successiva”.
L’inoptato dei fondi Safe potrebbe ammontare a “10 miliardi”, stima che “si basa su molti fattori”, tra cui “il fatto che alcuni accordi di prestito non sono ancora stati firmati. Ovviamente, c’è la situazione italiana che dobbiamo chiarire il prima possibile, ma oggi – nota – arriva un messaggio rassicurante dallItalia, che dimostra la volontà di rispettare il budget. Questo è ciò che dobbiamo tenere a mente e ricordare di questo messaggio”.
E poi, aggiunge Regnier, “c’è ancora il piano ungherese che deve essere approvato e che rappresenta un ulteriore fattore di incertezza. Quindi credo che possiamo tranquillamente presumere che la zona di approdo si aggirerà intorno ai 10 miliardi.
Per quanto riguarda la tempistica e l’attesa fino a dicembre per la firma dell’accordo di prestito, il portavoce ribadisce che “questa tempistica non è adatta a noi. Dobbiamo procedere molto più velocemente perché, se c’è anche solo una minima possibilità che lItalia accetti meno di 14,9 miliardi di euro, allora abbiamo un termine legale previsto dal regolamento che obbliga la Commissione a rilanciare un nuovo bando e a riallocare quei fondi entro quest’anno. Per questo abbiamo bisogno di più di un paio di giorni a dicembre”.
In definitiva, conclude Regnier, “abbiamo ricevuto un piano molto solido dalle autorità italiane. E’ stato approvato molto velocemente dalla Commissione e dal Consiglio. Quindi, passiamo alla firma dell’accordo di prestito e ai passi successivi”, conclude.