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Samantha Darko. Non certo la fine del mondo

[oblo_image id=”1″]Sette anni. Questi gli anni che separano il film cult Donnie Darko di Richar Kelly, dalle vicende del sequel S. Darko di Chris Fischer, che già nel titolo lascia trasparire la sensazione di essere di fronte ad un film incompleto, lontano anni luce dal primo. Infatti, non si parla più di una doppia D iniziale nel nome, da supereroe – Donnie Darko, appunto – ma si parla di una S-punto-Darko. E questo fa già presagire un viaggio nel tempo meno entusiasmante.

Il film comincia con scene alla Bonnie e Clyde, dove due amiche, vestite in modo sgargiante con strani occhiali glitterati, ingoiano pasticche e viaggiano on the road nella speranza di raggiungere la California e trovare fortuna. Bloccate per un guasto all’auto nei pressi di Conejo Springs, una piccola cittadina dell’Utah, cambiano i loro piani e…danno il via alla storia.

La caduta di un piccolo meteorite su Conejo Springs, infatti, farà scattare il conto alla rovescia: 4 giorni, 17 ore, 26 minuti, 31 secondi… Da questo momento, il film sarà scandito in giorni, in una corsa contro il tempo, prima della fine del mondo.

La giovane attrice statunitense Daveigh Chase, famosa soprattutto per il ruolo di Samara in The Ring e in The Ring 2, torna ad indossare i panni della sorella minore di Donnie, questa volta come protagonista.

Il personaggio di Samantha, però, nonostante sia quello principale, non è ben approfondito e la sua importanza sembra disperdersi tra i personaggi secondari, che incuriosiscono di più, risultando più interessanti.

[oblo_image id=”2″]Nel cast, infatti, troviamo Briana Evigan, vista in Step up 2, nel ruolo dell’amica Corey, ribelle e trasgressiva; Ed Westwick, il Chuck di Gossip Girl è il bel Randy; Jackson Rathbone, il vampiro Jasper di Twilight, è il timido Jeremy, che si impossesserà del meteorite.

Il film S. Darko, che inizialmente era stato intitolato Samantha D., scimmiotta Donnie Darko, ma è un altro film, diverso, dove sembra fotografare in maniera maliziosa ed onirica queste belle ragazze, i bei ragazzi di provincia e le loro auto decapottabili.

Le scene oniriche e i chiari e costanti riferimenti a Donnie Darko riescono a lasciare una lieve curiosità per il film e per le vicende di questo nuovo personaggio tutto femminile, ma l’impressione che non sia riuscito a mantenere la particolarità del primo è molto forte.

Il viaggio nel tempo, infatti, non regge il confronto, peccando di molte mancanze sia sensoriali, sia visive, sia mentali.

L’idea, tutto sommato, sarebbe potuta essere interessante, se non fosse stato pubblicizzato come il sequel di un film, che non lasciava alcuno spiraglio per un seguito, perciò è comprensibile la delusione dei fans, che hanno bocciato il progetto, ancora prima delle riprese. Tuttavia un’altra schiera di fans ha saputo apprezzare la pellicola, in particolare per la colonna sonora e per il lavoro del regista. Ma al di là di questo l’atmosfera di Donnie Darko è praticamente assente.

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