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Rai invia richiamo a Ranucci dopo l'ospitata a 'Cartabianca'. La replica: "Libertà d'informazione è inalienabile"

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A quanto apprende l’Adnkronos, la Rai ha inviato una lettera di richiamo al giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione Report su Raitre, a seguito della sua presenza nel programma di Rete4 E’ sempre Cartabianca di Bianca Berlinguer, dove il giornalista, invitato per presentare il suo libro, ha fatto alcune dichiarazioni legate al ministro della Giustizia Carlo Nordio, sulla vicenda della grazia a Nicole Minetti.

Durante la puntata di E’ sempre Cartabianca, andata in onda martedì 28 aprile, in prima serata su Rete4, Sigfrido Ranucci ha affermato in diretta: “Una fonte ci ha detto di aver visto il ministro Carlo Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay”, riferendosi a una delle proprietà in Sudamerica di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti.

Affermazione smentita nel corso della stessa trasmissione dallo stesso Guardasigilli che chiamando in studio ha ribattuto: “Non esiste al mondo. Ma figurarsi se sono andato lì. I miei spostamenti sono tutti documentati, era una missione ufficiale di tre giorni in Argentina e in Uruguay uno o due anni fa. C’è un limite a tutto, anche a questo degrado morale e mediatico”.

“Prendo atto di quanto riporta l’Ansa, che da ottima agenzia ha avuto la notizia prima che mi venisse comunicata personalmente la decisione dell’ azienda” scrive il conduttore sul Facebook, dopo la lettera di Corsini e una telefonata che, evidentemente, non è servita a chiarire tutta la questione. “Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell’ Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell’umanità”.

Nella lettera, che Adnkronos ha potuto visionare, Corsini richiama l’attenzione di Ranucci sulle dichiarazioni “rese nel corso della trasmissione televisiva di un’emittente concorrente” martedì scorso e, in particolare, alle affermazioni fatte sul ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sottolineando come il servizio pubblico sia “tenuto a un rispetto rigoroso dei principi di correttezza dell’informazione, verifica delle fonti e tutela della reputazione dei soggetti coinvolti, a maggior ragione quando si tratta di esponenti istituzionali che rappresentano la collettività”.

Corsini contesta, come alcune dichiarazioni, “anche formalmente smentite in diretta dal diretto interessato”, si prestino ad appunti “sul piano deontologico” e “per le modalità approssimative con cui sono state formulate”, rischino di esporre Ranucci e l’Azienda “a possibili conseguenze, quantomeno sul piano reputazionale”. Il direttore dell’Approfondimento lamenta infatti che Ranucci abbia dato “pubblicamente spazio a voci non ancora verificate” e che questo possa compromettere “non solo la credibilità dei nostri programmi d’inchiesta, ma anche quella dell’intero Servizio Pubblico” e invita il conduttore di Report ad adeguarsi per il futuro “alle linee guida e alle disposizioni aziendali”.

Secondo indiscrezioni, l’azienda sarebbe intenzionata a non fornire tutela legale a Ranucci per dichiarazioni rese su un’emittente non Rai nel caso il cui Nordio decidesse di adire le vie legali. Sulla decisione peserebbe il fatto che Ranucci sarebbe stato autorizzato a partecipare al programma di Rete4 solo per presentare il suo libro.

“La lettera di richiamo della Rai a Sigfrido Ranucci è un atto molto grave. Chiederò all’azienda i dettagli di un provvedimento di cui a nessuno può sfuggire la valenza ‘politica’”. E’ quanto ha detto la presidente della commissione di vigilanza Rai Barbara Floridia. “Registro un eccesso di zelo e un’attenzione al limite dello spasmodico verso Ranucci e verso Report: un clima tossico incompatibile con il servizio pubblico. E’ particolarmente preoccupante il passaggio in cui l’azienda affermerebbe che qualora Nordio dovesse querelare Ranucci, la Rai non offrirebbe copertura legale. Un messaggio che suona come una intimidazione che non può essere in alcun modo accettata, tanto più se rivolta nei confronti di un giornalista sotto scorta e che ha subito uno degli attentati più gravi degli ultimi anni”.

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