Nel giorno di avvio dell’offerta l’offerta di Poste Italiane su Tim i vertici delle due aziende scrivono ai dipendenti, circa 150mila persone che faranno parte di un Gruppo da 13mila uffici postali e 4.000 negozi. Un percorso che dopo la chiusura dell’Opas l’11 settembre, salvo proroghe, si dovrebbe concludere tutto a fine anno con il delisting di Tim in Borsa. L’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria su Tim è stata annunciata lo scorso 22 marzo.
“Care colleghe e cari colleghi, siamo in una nuova fase della nostra storia” hanno scritto Matteo Del Fante e Giuseppe Lasco, Ad e Dg di Poste italiane, secondo i quali il Gruppo “dà concretezza a uno dei progetti economico-industriali più rilevanti degli ultimi anni per il nostro settore, per quello delle telecomunicazioni e per l’intero sistema economico italiano”, scrivono. Pietro Labriola, Ad di Tim, scrive qualcosa di simile. Ricorda che il 18 luglio il Cda ha ritenuto congrua l’offerta e che “questa non è soltanto un’operazione finanziaria. È un progetto industriale di lungo periodo”.
Per Del Fante e Lasco l’obiettivo di questa operazione è “creare la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese: un gruppo strategico leader nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali, integrando due delle più importanti realtà industriali italiane”. I due vertici sottolineano i vantaggi dell’offerta, mentre da oggi parte una campagna su tv, giornali, web e radio per informare gli azionisti Tim. Per ciascuna azione di Tim portata in adesione all’offerta, Poste italiane riconoscerà loro un corrispettivo complessivo pari a 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione. “Aderendo all’offerta e diventando azionisti di Poste, potranno tornare a ricevere dividendi”, aggiungono Del Fante e Lasco. L’ultimo è stato nel 2021.
Con questa operazione, dicono i vertici di Poste, “intendiamo dar vita ad una piattaforma nazionale ancora più forte e innovativa, capace di integrare la presenza territoriale e la fiducia costruita da Poste con le infrastrutture tecnologiche, le competenze digitali e le capacità di connettività di Tim. Ecco perché l’importanza dell’operazione non risiede soltanto nelle sue dimensioni, ma soprattutto nella visione che la ispira e la combinazione delle competenze e delle infrastrutture delle due aziende potrà generare significative sinergie e rafforzare la capacità del Gruppo di competere da leader in un contesto sempre più digitale e interconnesso”.
Avere Poste Italiane come principale azionista industriale, secondo Labriola “significa poter contare su un partner con cui condividere una visione di sviluppo, rafforzare la nostra capacità di investimento, accelerare l’innovazione e creare nuove opportunità di crescita. Le competenze, gli asset e la presenza sul territorio delle nostre due aziende sono complementari e rappresentano una base solida per sviluppare nuovi servizi e generare valore nel tempo. Tutto questo è possibile perché negli ultimi quattro anni abbiamo riportato Tim su un percorso di credibilità, trasformazione e risultati. Le decisioni coraggiose che abbiamo preso insieme ci consentono oggi di affrontare questa nuova fase da una posizione completamente diversa rispetto al passato”.
“Ci attendono ancora alcuni passaggi importanti e continueremo a seguirli con la massima attenzione. Nel frattempo, la cosa più importante è continuare a fare quello che abbiamo dimostrato di saper fare: eseguire il nostro piano, lavorare insieme e mantenere il focus sui clienti e sui risultati. Nelle prossime settimane vi terremo costantemente aggiornati sull’evoluzione dell’operazione. Grazie a tutte e a tutti per l’impegno. Pietro“, si legge nella lettera.