HomeSpettacoloMusicaPierluigi Pieretti e Balla con me: una canzone sull'attrazione, non sulla disabilità

Pierluigi Pieretti e Balla con me: una canzone sull’attrazione, non sulla disabilità

- Advertisement -

Pierluigi Pieretti ha scritto una canzone su una donna. Non sulla disabilità, non sul dolore, non sul coraggio di andare avanti. Una donna che entra in un bar con una giacca di pelle, sorride, e lui perde il filo del discorso davanti agli amici. Da lì parte Balla con me, il nuovo singolo del pianista, compositore e cantautore romano, pubblicato da INDACO Records e distribuito da ADA Music Italy per Warner Music Italy.

È una scelta che, nel racconto pubblico della disabilità, non è affatto scontata. Pieretti convive dalla nascita con una condizione che comporta difficoltà fisiche e dolori cronici. Nel 2004, a 21 anni, quella condizione lo porta a una forte depressione e, per un periodo, anche al pensiero di abbandonare la musica. Ventidue anni dopo, il brano che pubblica non parla di niente di tutto questo. Parla di una notte, di una macchina senza destinazione, di due persone che cantano a squarciagola sbagliando le parole e non vogliono che l’alba arrivi.

Dopo Finally Free, la leggerezza di Balla con me

Nel 2024 Pieretti aveva pubblicato Finally Free, brano in cui affrontava apertamente le paure, le insicurezze e il rapporto con la propria condizione fisica. Era un pezzo necessario, costruito attorno a un percorso lungo verso l’accettazione di sé. Balla con me arriva dopo, in una fase diversa.

Per tanto tempo ho avuto un rapporto molto serio con tutto quello che mi succedeva, racconta il cantautore. Forse anche perché la mia condizione mi ha obbligato presto a fare i conti con il dolore, con i limiti e con quello che potevo o non potevo fare. Balla con me nasce invece da una parte di me che oggi riesco a lasciar affiorare con più facilità: quella che non ha bisogno di controllare tutto, che può vivere un incontro, divertirsi, lasciarsi sorprendere e vedere semplicemente dove porta.

La leggerezza non cancella nulla di quanto vissuto. Ma non lo ripete nemmeno. E questa, per chi convive con una disabilità fisica, è una libertà tutt’altro che banale.

Il corpo che balla, non il corpo che soffre

Nel racconto mediatico della disabilità, il corpo viene ancora spesso descritto attraverso ciò che fatica a fare: il limite, la cura, la conquista di un traguardo. In Balla con me quel corpo si avvicina a una donna, sale in macchina con lei, vorrebbe che la notte durasse ancora. È il corpo di un uomo che vive un’attrazione, con la stessa semplicità con cui potrebbe viverla chiunque altro.

I dati confermano che il problema è strutturale. Una ricerca pubblicata nel 2024 su Historia y Comunicación Social ha rilevato, analizzando telegiornali e quotidiani spagnoli, una presenza ancora insufficiente delle persone con disabilità nell’informazione e una partecipazione diretta molto limitata nel racconto che le riguarda. In Italia, uno studio pubblicato su Journalism ha evidenziato come il tema continui spesso a ricevere uno spazio ridotto nelle redazioni. Nel 2025 un’indagine dell’European Network on Independent Living ha rilevato che il 50% degli intervistati ritiene che i media si concentrino soprattutto sulla disabilità stessa, mentre oltre l’80% considera la rappresentazione mediatica determinante nel modo in cui la società guarda a chi la vive. Tra le criticità ricorrenti: stereotipi, pietismo e quella narrazione eccezionale che trasforma attività ordinarie in prove di coraggio.

Pieretti non compie imprese. Incontra una donna, ne è attratto, ci scrive una canzone. Una storia normalissima, che proprio nella possibilità di essere tale restituisce a chi la vive il diritto di non doverla spiegare.

Il suono: dal pianoforte solo al sax funk pop

Il percorso musicale di Pieretti racconta una traiettoria precisa. Nel 2022 esordisce con The Sea, composizione per pianoforte solo. L’anno successivo arriva The Journey, per pianoforte e orchestra. Nel 2024 debutta come cantante con La Nostra Canzone, poi pubblica Finally Free. Nel 2025 esce Under The Moonlight, album di dieci tracce tra strumentale e cantato, in italiano e in inglese.

Con Quante Volte Roma entra nelle canzoni: Piazza di Spagna, via Nomentana, la linea 60. Con Roma stasera arriva il funk pop e la città si sposta nella notte. Balla con me prosegue lungo questa direzione. Il sax accompagna il brano e assume un ruolo centrale nel ritornello, aggiungendo calore e immediatezza. La scrittura si fa più libera, le immagini più semplici e dirette: un bar, una donna che entra, una macchina, una città attraversata senza meta.

Un musicista nato al pianoforte che ha imparato, poco alla volta, a usare la voce. E a raccontare storie senza sentirsi obbligato a spiegarle.

- Advertisement -
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

Più letti

- Advertisement -

COMMENTI RECENTI