Partita IVA: cos’è, come si legge e perché è importante

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La partita IVA è una sequenza di 11 cifre che serve a identificare in maniera veloce e univoca un contribuente. Per legge è obbligatorio aprirla nel caso in cui l’attività economica esercitata sia abituale e continuativa, in qualsiasi ambito. Inoltre, sarà corretto precisare come non sia possibile aprirla in via temporanea. Questo codice di 11 cifre si lega al concetto di IVA, acronimo di Imposta sul Valore Aggiunto. Di che cosa si tratta? E’ un’imposta di tipo indiretto che viene applicata sulla produzione e lo scambio di beni e servizi. E’ il consumatore che la paga: il fornitore provvede ad accreditare l’IVA al cliente per poi effettuare il versamento tramite F24 allo Stato.

Quando è obbligatoria l’apertura della partita IVA

Vige l’obbligo di apertura della partita IVA per i liberi professionisti, a prescindere dal fatto di essere iscritti o meno a un albo professionale, e per tutti quei soggetti che esercitino un’attività economica in via continuativa e abituale tramite un’impresa artigiana, commerciale, industriale o una ditta individuale. Al regime fiscale della partita IVA sono sottoposti tutti quei soggetti che non lavorano da dipendenti. Ciascuna sequenza è unica: non possono esistere due partita IVA identiche in Italia. Vediamo ora che cosa indicano nello specifico le 11 cifre della serie.

La struttura è composta da un codice di 11 cifre

Le prime sette cifre che compongono il codice indicano il numero di matricola del soggetto che ne è titolare. Provvede ad assegnarlo l’ufficio provinciale di riferimento e si tratta di un numero di tipo incrementale (aumenta di un’unità per ogni nuova partita IVA che viene aperta). Per quanto riguarda poi le cifre dall’ottava alla decima posizione, esse servono a identificare il codice dell’ufficio provinciale che ha provveduto al rilascio della matricola. Chiude la serie un undicesimo numero il cui ruolo è di controllo.

Il procedimento per aprire la partita IVA

Quando un professionista produce un reddito che supera i 5mila euro all’anno e la durata della collaborazione va oltre i 30 giorni, dunque non si rientra nella prestazione occasionale, occorre provvedere all’apertura della partita IVA (il procedimento è gratuito). Si deve presentare un modulo compilato all’Agenzia delle Entrate, comunicando ogni dettaglio relativo alla propria attività: si tratta del modulo AA9/12 per le persone fisiche oppure del modulo AA7/10 in caso di soggetti diversi dalle persone fisiche (società, enti o associazioni). Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività professionale deve avvenire la consegna del documento:

  • in duplice copia in un ufficio dell’Agenzia delle Entrate,
  • in unica copia con raccomandata, allegando un documento di identità del dichiarante,
  • per via telematica.

Come gestire i flussi di cassa con Qonto

Sempre più spesso i professionisti scelgono un conto corrente aziendale per gestire i loro flussi di denaro. Anche se l’obbligo di aprire un conto business è previsto solamente per le persone giuridiche, essi possono trarre da tale strumento grandi benefici. Scegliendo una soluzione performante e trasparente come il conto corrente per partita IVA pensato da Qonto la gestione dei flussi di denaro risulterà semplice e chiara. Qonto è l’istituto di pagamento francese che dal 2019 è sbarcato in Italia per offrire supporto in particolare a PMI, liberi professionisti e startup migliorandone la gestione finanziaria.

Il conto corrente per partita IVA di Qonto può essere gestito tramite l’app di Qonto oppure da un computer ovunque ci si trovi. Si possono controllare i movimenti del conto così come le spese effettuate utilizzando una carta aziendale, inoltre è consentito fare bonifici – anche multipli – e molte altre operazioni senza dover andare fisicamente in una filiale.

La partita IVA è una sequenza di 11 cifre che serve a identificare in maniera veloce e univoca un contribuente. Per legge è obbligatorio aprirla nel caso in cui l’attività economica esercitata sia abituale e continuativa, in qualsiasi ambito. Inoltre, sarà corretto precisare come non sia possibile aprirla in via temporanea. Questo codice di 11 cifre si lega al concetto di IVA, acronimo di Imposta sul Valore Aggiunto. Di che cosa si tratta? E’ un’imposta di tipo indiretto che viene applicata sulla produzione e lo scambio di beni e servizi. E’ il consumatore che la paga: il fornitore provvede ad accreditare l’IVA al cliente per poi effettuare il versamento tramite F24 allo Stato.

Quando è obbligatoria l’apertura della partita IVA

Vige l’obbligo di apertura della partita IVA per i liberi professionisti, a prescindere dal fatto di essere iscritti o meno a un albo professionale, e per tutti quei soggetti che esercitino un’attività economica in via continuativa e abituale tramite un’impresa artigiana, commerciale, industriale o una ditta individuale. Al regime fiscale della partita IVA sono sottoposti tutti quei soggetti che non lavorano da dipendenti. Ciascuna sequenza è unica: non possono esistere due partita IVA identiche in Italia. Vediamo ora che cosa indicano nello specifico le 11 cifre della serie.

La struttura è composta da un codice di 11 cifre

Le prime sette cifre che compongono il codice indicano il numero di matricola del soggetto che ne è titolare. Provvede ad assegnarlo l’ufficio provinciale di riferimento e si tratta di un numero di tipo incrementale (aumenta di un’unità per ogni nuova partita IVA che viene aperta). Per quanto riguarda poi le cifre dall’ottava alla decima posizione, esse servono a identificare il codice dell’ufficio provinciale che ha provveduto al rilascio della matricola. Chiude la serie un undicesimo numero il cui ruolo è di controllo.

Il procedimento per aprire la partita IVA

Quando un professionista produce un reddito che supera i 5mila euro all’anno e la durata della collaborazione va oltre i 30 giorni, dunque non si rientra nella prestazione occasionale, occorre provvedere all’apertura della partita IVA (il procedimento è gratuito). Si deve presentare un modulo compilato all’Agenzia delle Entrate, comunicando ogni dettaglio relativo alla propria attività: si tratta del modulo AA9/12 per le persone fisiche oppure del modulo AA7/10 in caso di soggetti diversi dalle persone fisiche (società, enti o associazioni). Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività professionale deve avvenire la consegna del documento:

  • in duplice copia in un ufficio dell’Agenzia delle Entrate,
  • in unica copia con raccomandata, allegando un documento di identità del dichiarante,
  • per via telematica.

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Sempre più spesso i professionisti scelgono un conto corrente aziendale per gestire i loro flussi di denaro. Anche se l’obbligo di aprire un conto business è previsto solamente per le persone giuridiche, essi possono trarre da tale strumento grandi benefici. Scegliendo una soluzione performante e trasparente come il conto corrente per partita IVA pensato da Qonto la gestione dei flussi di denaro risulterà semplice e chiara. Qonto è l’istituto di pagamento francese che dal 2019 è sbarcato in Italia per offrire supporto in particolare a PMI, liberi professionisti e startup migliorandone la gestione finanziaria.

Il conto corrente per partita IVA di Qonto può essere gestito tramite l’app di Qonto oppure da un computer ovunque ci si trovi. Si possono controllare i movimenti del conto così come le spese effettuate utilizzando una carta aziendale, inoltre è consentito fare bonifici – anche multipli – e molte altre operazioni senza dover andare fisicamente in una filiale.

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