Per Papa Leone XIV l’attività della giornata prosegue oggi regolarmente. Lo fa sapere la Sala stampa del Vaticano, la quale spiega che il nodulo al polmone è emerso “da controlli di routine”. L’annuncio del Pontefice è arrivato domenica, alla fine dell’Angelus.
“Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. E’ stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato. I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato nei prossimi giorni”, ha fatto sapere ieri. Subito dopo il portavoce Vaticano, Matteo Bruni, ha spiegato che l’intervento si svolgerà “nei primi giorni della prossima settimana” e che “il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana”. A quanto si è appreso da fonti vaticane, l’intervento avverrà al Gemelli, il Policlinico definito da Giovanni Paolo II ‘il terzo Vaticano’ che ha ospitato diversi Pontefici nella sua storia.
Il numero di persone che presentano noduli polmonari in Italia “non è attualmente definibile con precisione. Per avere una stima attendibile sarebbe necessario un programma nazionale di screening sistematico per il tumore al polmone, che al momento in Italia non c’è, a differenza di quanto avviene per altri tumori, come quelli della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto”, ha spiegato all’Adnkronos Salute è Marcello Tiseo, direttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia medica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma e ordinario di Oncologia medica presso l’Università degli Studi di Parma e membro del direttivo nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), dopo l’annuncio di Papa Leone XIV. “Un eventuale programma di screening per il tumore al polmone sarebbe rivolto soprattutto alle persone considerate a rischio, in particolare agli ex forti fumatori e ai forti fumatori ancora in attività, generalmente a partire dai 55 anni”, ha spiegato Tiseo.
L’oncologo invita però a non creare allarmismi: “La presenza di un nodulo polmonare non significa necessariamente avere un tumore. Se sottoponessimo a screening gli ex forti fumatori e i forti fumatori attuali, potremmo individuare un nodulo polmonare in circa il 20-25% delle persone esaminate. Nella grande maggioranza dei casi, tuttavia, si tratta di noduli benigni: circa il 95% non è di natura tumorale”, precisa. Quando è necessario un intervento chirurgico? “Quando un nodulo presenta caratteristiche sospette, vengono effettuati tutti gli accertamenti necessari per capire di cosa si tratta e stabilire se sia opportuno intervenire chirurgicamente”, spiega Tiseo. Senza entrare nel merito delle condizioni cliniche specifiche del Pontefice, che dichiara di non conoscere, l’oncologo sottolinea che “il decorso post-operatorio può richiedere circa 5-7 giorni, grazie all’impiego di tecniche chirurgiche mininvasive e, in alcuni casi, della chirurgia robotica”, afferma.
Tiseo apprezza anche la scelta del Papa di condividere pubblicamente la notizia delle proprie condizioni di salute. “Ha lanciato un messaggio importante e potente: oggi non è più opportuno nascondere la malattia. La malattia non è uno stigma – osserva -. Il messaggio di Leone XIV è chiaro: ‘mi hanno trovato un nodulo polmonare circoscritto, dovrò operarmi’. Potrebbe trattarsi di qualcosa di serio oppure no, ma ha scelto di comunicarlo apertamente. È stato giusto condividere questa informazione con tutto il mondo”, aggiunge. Infine, l’oncologo sottolinea che, qualora si trattasse di un tumore individuato in fase iniziale, le prospettive potrebbero essere molto favorevoli. “Se il nodulo fosse di natura tumorale, ma la malattia fosse in fase iniziale, la probabilità di guarigione sarebbe molto elevata. Successivamente, il paziente potrebbe dover effettuare soltanto controlli periodici”, conclude.