Il dossier Mps, e le operazioni su Banco BPM e Banca Generali, tornano all’attenzione del Parlamento. Un’interrogazione a risposta scritta, firmata da Filiberto Zaratti (Avs), chiede al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, quali iniziative urgenti intendano assumere, nel rigoroso rispetto dell’autonomia delle Autorità indipendenti, “affinché siano tutelati la trasparenza e l’integrità dei mercati, il risparmio degli investitori, la concorrenza, la stabilità del sistema finanziario e gli interessi strategici nazionali”.
Il parlamentare fa riferimento, in particolare, all’approvazione da parte del Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, su proposta dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, di “un piano volto a promuovere operazioni su Banco BPM e Banca Generali, mediante scambio azionario, nell’ambito di una strategia prospettata anche come difensiva rispetto all’offerta promossa da Intesa Sanpaolo“.
E chiede ai due ministri se “ognuno per le proprie competenze, siano stati preventivamente informati delle operazioni prospettate da MPS su Banco BPM e Banca Generali e quali valutazioni abbiano compiuto in ordine alle relative conseguenze sul sistema finanziario nazionale; se risulti che la CONSOB abbia avviato verifiche sul rispetto della passivity rule, sull’eventuale applicabilità dell’articolo 102, comma 8, TUF, sulla correttezza e completezza delle informazioni rese al mercato e sugli effetti della diffusione, anche a mercati aperti, di informazioni o indiscrezioni potenzialmente price sensitive; se risultino in corso approfondimenti sul corretto funzionamento della governance di MPS, sul pieno coinvolgimento del Consiglio di amministrazione, sulla parità informativa tra i suoi componenti e sul rispetto delle procedure relative alle operazioni con parti correlate”.
Zaratti chiede ancora “se AGCM, Banca d’Italia, BCE e IVASS siano state tempestivamente investite delle operazioni prospettate, rispettivamente per valutarne gli effetti sulla concorrenza, sulla stabilità prudenziale del sistema bancario e sugli equilibri del settore assicurativo” e se i due ministri “abbiano valutato o intendano valutare l’eventuale sussistenza di profili rilevanti ai fini della normativa sul golden power, con particolare riferimento ai possibili effetti dell’operazione su Banca Generali e sugli assetti proprietari e di governance di Assicurazioni Generali“.