A Bangalore una mostra che riunisce capolavori provenienti dallItalia e dallIndia per esplorare uno dei temi più duraturi e universalmente riconosciuti dell’esperienza umana: l’immagine della Madre con il Bambino. La mostra, dal titolo “One Mother, Many Mother Tongues”, è sostenuta dal Prestige Group, con il Rezwan Razack’s Museum of Indian Paper Money in qualità di Cultural Partner, e promossa dal Consolato Generale d’Italia a Bangalore, in collaborazione con la National Gallery of Modern Art (NGMA), il prestigioso museo di Bangalore dove l’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 20 settembre 2026.
Tra i momenti culminanti della mostra, la Madonna col Bambino di Sandro Botticelli, presentata per la prima volta in India e giunta a Bangalore dopo l’esposizione a Delhi. Il dipinto offre al pubblico la rara opportunità di ammirare l’opera di uno dei grandi maestri del Rinascimento accanto ad antiche sculture etrusche e a eccezionali opere d’arte sacra indiana, all’interno di un originale dialogo interculturale. Attraverso un’eccezionale selezione di sculture, dipinti e oggetti sacri che abbraccia oltre due millenni, “One Mother, Many Mother Tongues” esplora il modo in cui un’esperienza umana condivisa sia stata espressa attraverso differenti tradizioni culturali. La mostra celebra la ricchezza delle pratiche artistiche e religiose sviluppatesi nelle diverse regioni, mettendo al contempo in luce i valori, le credenze e i linguaggi simbolici che uniscono le civiltà attraverso il tempo e lo spazio.
“One Mother, Many Mother Tongues” rappresenta una tappa importante nel dialogo culturale tra Italia e India, mentre ci prepariamo all’Anno della Cultura e del Turismo Italia-India 2027. Questa mostra celebra i profondi e molteplici legami tra le nostre due civiltà, dimostrando come l’arte possa rivelare al tempo stesso la nostra comune umanità e la ricchezza delle nostre rispettive tradizioni – ha dichiarato Giandomenico Milano, Console Generale d’Italia a Bangalore – Siamo particolarmente onorati di portare per la prima volta in India un capolavoro di Sandro Botticelli, dopo la sua presentazione a Delhi. Ci auguriamo che One Mother, Many Mother Tongues possa accogliere visitatori non soltanto dal Karnataka, ma da tutta l’India meridionale, stimolando il pubblico a scoprire nuove connessioni tra culture, storie e tradizioni artistiche”.
“Alla National Gallery of Modern Art di Bangalore crediamo che i musei siano luoghi nei quali le culture si incontrano, nascono conversazioni e l’umanità riscopre il proprio patrimonio condiviso. One Mother, Many Mother Tongues incarna perfettamente questa visione, riunendo straordinarie tradizioni artistiche dell’India e dell’Italia attorno a una delle esperienze umane più universali: il legame di cura tra madre e figlio. Attraverso questa eccezionale mostra, i visitatori sono invitati ad apprezzare sia la diversità delle espressioni artistiche sia i valori profondi che accomunano le civiltà attraverso il tempo e lo spazio. Siamo onorati di ospitare questa importante collaborazione internazionale e di riaffermare l’impegno della NGMA Bangalore nella promozione del dialogo interculturale, della ricerca e del coinvolgimento del pubblico attraverso l’arte”, ha dichiarato Priyanka Mary Francis IAS, Direttrice della National Gallery of Modern Art di Bangalore.
Tra le opere indiane in mostra figura una Hariti di epoca Kushan proveniente dal Museo di Mathura, accostata a un altro esemplare proveniente dall’Andhra Pradesh, a testimonianza dell’ampia diffusione di questo culto già nel II secolo d.C. La mostra riunisce inoltre capolavori provenienti da siti meno conosciuti e musei provinciali, tra cui una straordinaria scultura di Skandamata proveniente da un remoto tempio di Thaneshwar, nei pressi di Udaipur.
DallItalia proviene un eccezionale gruppo di antiche immagini etrusche di Mater Matuta, dea protettrice dei bambini e simbolo dell’alba, del rinnovamento e della rigenerazione. Come le Matrika e Hariti nella tradizione indiana, Mater Matuta si sviluppò all’interno del proprio specifico contesto culturale, acquisendo nel tempo associazioni con altre figure del femminile divino. La sua iconografia contribuì alle tradizioni della Madre Divina nel mondo romano, trovando al contempo parallelismi con divinità regionali della Renania e della Gallia e, successivamente, risonanze nelle tradizioni cristiane bizantine.
La mostra pone lo sviluppo delle tradizioni della Madre con il Bambino in Europa in dialogo con espressioni parallele dell’India: dal mondo etrusco e romano alle tradizioni indiane delle Saptamatrika, delle 64 Yogini e delle Dasa Mahavidya. Attraverso queste immagini, la mostra esplora il modo in cui la nascita rappresenti non soltanto la creazione della vita fisica, ma anche la nascita di idee, credenze e identità culturali. Come un bambino – simbolo del futuro – anche queste idee vengono nutrite e protette attraverso la compassione e, quando necessario, attraverso una forza formidabile. La mostra invita il pubblico a interrogarsi su questioni ancora oggi di grande attualità: la maternità è il principale paradigma attraverso cui al femminile viene riconosciuta una capacità di azione? In che modo le società hanno definito la genitorialità e i ruoli di genere attraverso la cultura visiva? Le antiche rappresentazioni del femminile devono sempre essere interpretate attraverso la lente della “Dea Madre”?
Commentando il sostegno del Prestige Group alla mostra, Rezwan Razack, Joint Managing Director del Prestige Group, ha dichiarato: “Al Prestige Group crediamo che le grandi città siano definite non soltanto dagli edifici che costruiscono, ma anche dalla cultura che preservano. Siamo orgogliosi di sostenere One Mother, Many Mother Tongues, una mostra che porta a Bangalore una delle grandi tradizioni artistiche del mondo, creando al tempo stesso un significativo dialogo tra India e Italia. Attraverso la Prestige Heritage Learning Initiative, ci auguriamo di ispirare le giovani generazioni, stimolarne la curiosità e rendere l’arte, la storia e il patrimonio culturale maggiormente accessibili alle generazioni future. Siamo inoltre particolarmente onorati che il Rezwan Razack’s Museum of Indian Paper Money partecipi a questa importante mostra in qualità di Cultural Partner, riflettendo il nostro comune impegno nella conservazione del patrimonio culturale dell’India“.
Nell’ambito del programma della mostra, il Consolato d’Italia presenterà inoltre un programma educativo e di coinvolgimento del pubblico, realizzato in collaborazione con The Prestige Heritage Learning Initiative. Il programma comprenderà visite guidate alla mostra, iniziative rivolte alle scuole, attività educative e progetti di coinvolgimento delle comunità, pensati per promuovere presso pubblici di tutte le età una più profonda conoscenza dell’arte, del patrimonio culturale e del dialogo interculturale. Attraverso queste iniziative, il programma offrirà concrete opportunità al pubblico di avvicinarsi al patrimonio artistico italiano e di esplorare le connessioni tra cultura, creatività ed esperienze globali condivise. La mostra costituisce una collaborazione tra i Governi di Italia e India, nel quadro del loro Partenariato Strategico Speciale, contribuendo a rafforzare ulteriormente gli scambi culturali e il dialogo tra i due Paesi.
One Mother, Many Mother Tongues è curata congiuntamente dal Prof. Naman P. Ahuja e da Andrea Anastasio.