
L’autore
Ahmad Nejad, classe 1968, un artista di origini persiane, presenta “Memorie al Caleidoscopio”. Vive e lavora tra Parigi e Torino, articolando la propria ricerca su diversi piani espressivi. Nelle sue opere ricorrono frequentemente figure di cavalieri, donne e animali, soprattutto pesci. Gli sfondi sono spesso “ricamati” da estratti di poesie in lingua madre. Brevi testi che alludono a storie e leggende di luoghi lontani, elaborati dall’autore nella sua visione contemporanea.

Le opere
In questi giorni le sale di Palazzo Cavour, a Torino, ospitano la mostra “MEMORIE AL CALEIDOSCOPIO”. Leggiamo nella scheda di sala: “Il ricco e complesso tessuto della memoria umana, con il potere creativo che ne deriva, costituisce uno dei nuclei principali della ricerca e del lavoro di Ahmad Nejad. Il suo lavoro si concentra sulla memoria e sul suo potere creativo. In particolare riflette sulla coesistenza del molteplice nell’unicità del singolo istante di vita.

La memoria diventa la materia prima con la quale disegniamo i contorni del nostro mondo, lo coloriamo e lo riempiamo di particolari densi di emozioni, di sentimenti e di impressioni in continua trasformazione. Ed è proprio in questa attività che secondo l’artista risiede uno dei tratti più creativi della nostra esistenza, istante dopo istante. I suoi quadri, sia astratti che figurativi, con il loro spessore, la loro luminosità, i loro innumerevoli movimenti interni, ci raccontano una molteplicità di storie che ci catturano nella seducente e selvaggia vertigine del nostro inconscio e nelle infinite possibilità che abbiamo di lasciarci penetrare dalla vita, di registrarla e di viverla. E allora, finalmente, ci si lascia andare, si fa dolcemente naufragio in questo immenso flusso di immagini del quale noi siamo allo stesso tempo le creature e i creatori”.
La visione interiore
Spesso Ahmad dice che per lui la pittura è una forma di meditazione, la possibilità di creare un contatto con quella parte di noi stessi che esiste in un luogo al di là delle forme. Noi siamo nell’istante, entità fugace e inafferrabile da cui origina quel presente nel quale pensiamo, parliamo, agiamo. In tale dimensione, un’incredibile quantità di immagini coinvolte in vari processi di sovrapposizioni, censure, elaborazioni, manipolazioni consce e inconsce dà incessantemente forma alla nostra vita interiore che a sua volta genera i nostri movimenti esteriori”.

Informazioni per la visita
La mostra è visitabile sino al 1° novembre, dalle 17:00 alle 19:00, su appuntamento, telefonando al numero 3425106244.