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Mediobanca, semestre record: i numeri parlano chiaro, Melzi d’Eril è rimasto concentrato sul business

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Quando i numeri sono record, come quelli della semestrale di Mediobanca, il lavoro dell’amministratore delegato non può che essere apprezzato dal mercato. Nel caso di Alessandro Melzi d’Eril c’è però anche il contesto da considerare. Rimanere focalizzati sul business, centrando risultati record, è sicuramente più difficile quando si è al centro di un’operazione complessa come l’acquisizione da parte di Mps.

La fusione per incorporazione di Piazzetta Cuccia nella banca di Rocca Salimbeni, con il conseguente delisting dell’istituto milanese dopo settant’anni di quotazione, non sono solo una prospettiva con cui fare i conti ma definiscono lo scenario, sicuramente sfidante, in cui è stato chiamato a muoversi Melzi d’Eril, con l’obiettivo dichiarato prima di stabilizzare la banca, dopo mesi di tensione, e poi di costruire un nuovo percorso di crescita che potesse contribuire a garantire le sinergie attese, oltre 700 milioni al 2030 stando al piano di Lovaglio.

I numeri appena comunicati al mercato da Mediobanca, utile netto di 711 mln (+6%) e ricavi in crescita a 1948 mln (+6%), dicono che la strada intrapresa è coerente con questi obiettivi e che poggia su basi solide e un patrimonio di professionalità, a partire dalla prima linea del management e a scendere fino a tutti i dipendenti, che ha dimostrato di saper reagire.

I ricavi del semestre, così come l’utile netto di Mediobanca, sono la conseguenza di performance alimentate da tutti i settori di business. Il corporate investment banking (+13%1 a 493 mln) fa registrare una crescita delle commissioni per l’advisory, soprattutto nel mercato M&A, sia in Italia sia all’estero (Francia e Spagna) e, dopo l’acquisizione di Arma Partners, anche nel settore tech e digital. Nel consumer finance (+5%, a 664 mln), Mediobanca registra un record nell’erogato nei sei mesi, con 17,4 mld di impieghi solo per la controllata Compass. Nel wealth management, nonostante la ‘fisiologica’ uscita di alcuni banker, si registra una stabilizzazione ma il semestre chiude comunque con masse in crescita a 117 miliardi. Va bene anche la divisione insurance (+10%, a 316 mln), con i ricavi che derivano dalla partecipazione del 13% in Generali.

“Abbiamo chiuso il primo semestre dell’anno con ricavi ed utile netto ai migliori livelli di sempre, ottenendo una performance solida, attesa proseguire anche per i prossimi mesi malgrado il contesto operativo e di mercato caratterizzato da elevata incertezza. Un andamento commerciale vivace nell’attività di erogazione nella divisione Consumer Finance così come un’accelerazione delle commissioni nell’ultimo trimestre (in aumento del 15% t/t), in particolare nelle attività di Corporate & Investment Banking (+31% t/t), hanno bilanciato la fase di stabilizzazione del Wealth Management“, è la sintesi dell’Ad.

Il semestre, ha aggiunto, “conferma la disciplina mantenuta in questa fase di transizione e pone le fondamenta per proseguire efficacemente il processo di integrazione con Banca MPS, su cui restiamo pienamente concentrati. In questo percorso, sono sempre più convinto che la solidità del modello, la vicinanza alla clientela e la determinazione e qualità delle nostre persone contribuiranno a generare valore per tutti gli stakeholder, valorizzando una storia di 80 anni al servizio del sistema Paese”.

Melzi d’Eril, nominato amministratore delegato alla fine di ottobre 2025, ha chiuso il suo primo semestre pieno alla guida di Piazzetta Cuccia dando una risposta chiara, in un contesto complesso: il business di Mediobanca funziona.

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