La mostra dell’Arazzo di Bayeux ha aperto questa mattina al British Museum di Londra; il pubblico può ora ammirare questo tesoro medievale che sta suscitando un entusiasmo eccezionale nel Regno Unito, da qualche settimana in preda a una vera e propria “arazzo-mania”.
I visitatori che sono riusciti ad assicurarsi un biglietto per questo evento espositivo, che ha registrato il tutto esaurito fino al 31 dicembre, attendevano con impazienza l’apertura del celebre museo, avvenuta alle ore 10 (le 11 ora locale).
I biglietti sono andati a ruba durante la prima fase di vendita, avviata il primo luglio. Anche la prossima tranche di vendita, prevista per il 21 ottobre, rischia di essere presa d’assalto, offrendo una nuova opportunità di ottenere il prezioso biglietto per il 2027.
Dopo essere stati accolti da personale del museo in abiti medievali, i visitatori hanno a disposizione circa quaranta minuti per ammirare il celebre ricamo, esposto per la prima volta in posizione orizzontale e in penombra, accompagnato da animazioni che illustrano gli eventi principali che vi sono rappresentati.
Il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato il prestito di questo gioiello, un’iniziativa già ipotizzata due volte in passato senza però concretizzarsi: nel 1953 per l’incoronazione della regina Elisabetta II e nel 1966 per il 900esimo anniversario della battaglia di Hastings, che nel 1066 sancì la vittoria di Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia, sulle truppe inglesi.
Lungo quasi 70 metri, l’arazzo è giunto a Londra il 10 luglio dopo un trasporto ad altissima sicurezza, necessario per proteggere un’opera estremamente fragile.
Composto da nove pannelli di lino uniti tra loro, l’arazzo raffigura circa 626 personaggi (e 202 cavalli) suddivisi in 58 scene ricamate con filo di lana. Si prevede un’affluenza fino a un milione di visitatori per questa mostra, che dovrebbe concludersi l’11 luglio 2027.
Successivamente, l’arazzo farà ritorno a Bayeux e, nel 2028, sarà sottoposto a un intervento di restauro. Il suo trasferimento dalla Normandia aveva suscitato forte preoccupazione tra esperti e difensori del patrimonio culturale francese, i quali temevano un deterioramento irreversibile dell’opera.