L’ottava edizione del Lake Como Design Festival, in programma fino al 20 settembre prossimo, indaga il tema ‘Confine’ attraverso una serie di mostre e installazioni diffuse nella città di Como, lungo il lago e, per la prima volta, in alcune location inedite di Lecco. Il confine viene immaginato non soltanto come una linea che separa territori e idee, ma anche come uno spazio di relazione, un punto di contatto in cui si generano incontri, tensioni e trasformazioni. Un tema che, in questa edizione, si traduce anche in un gesto concreto: per la prima volta il festival supera il perimetro della città di Como e del suo lago, aprendo parte del programma alla città di Lecco. La realizzazione dell’ottava edizione del Lake Como Design Festival è stata resa possibile anche grazie al contributo di Regione Lombardia e della Camera di Commercio di Como-Lecco, che ha sostenuto con convinzione l’apertura della manifestazione al territorio lecchese. Un ampliamento volto a superare i tradizionali confini geografici del festival e a promuovere il territorio nella sua interezza, valorizzando in una prospettiva condivisa e sinergica la ricchezza culturale, paesaggistica e progettuale delle due province.
Quest’anno, inoltre, il festival inaugura un percorso espositivo realizzato in collaborazione con gli istituti di formazione superiore del territorio: Università degli Studi dell’Insubria, Conservatorio di Como, Accademia Aldo Galli Ied e Politecnico di Milano – Polo di Lecco. Attraverso un approccio trasversale al tema dell’edizione, l’iniziativa mira ad avvicinare le nuove generazioni al mondo del design, dell’architettura e dell’arte, offrendo esperienze culturali dinamiche e stimolanti con l’obiettivo di diventare non solo un contenitore di cultura, ma anche un attivatore di relazioni durature. Tra le conferme dell’edizione 2026, Villa del Grumello e il suo parco tornano ad aprirsi al pubblico come scenario di un nuovo percorso espositivo. All’interno della villa prende forma ‘Future in the Past’, una mostra che esplora il rapporto tra memoria e progetto, mettendo in dialogo archivi, saperi produttivi e pratiche del design contemporaneo. Lontano dall’idea dell’archivio come semplice deposito del passato, il percorso lo interpreta come uno spazio vivo, capace di generare nuove possibilità.
Tra i protagonisti figurano Lupo Borgonovo in collaborazione con Lithos Edizioni e Jaipur Rugs con la mostra Disegno Nomade; l’opera archivistica di AG Fronzoni, in dialogo con la sua Collezione 64 edita da Cappellini; Nicolò Spinelli e la falegnameria Simonetto con un intervento architettonico curato da Elisa Ossino; Etel, che torna al festival con un’esposizione dedicata a Lina Bo Bardi; un progetto di Annarita Aversa dello studio Architetti Artigiani Anonimi, curato da Giustini Stagetti Gallery; Eredi Marelli, che interpreta il tema del confine attraverso uno straordinario mobile bar disegnato nel 1948 da Paolo Buffa e impreziosito da incisioni tratte dai disegni di Andrea Appiani; l’Archivio Carla Badiali, con una selezione di disegni derivanti soprattutto dalle collaborazioni con Hubert de Givenchy e Pierre Balmain; e il progetto “1IN16 – A Border Divided, A Story Shared”, curato da Francesca Brambilla. Nel parco della villa trova spazio la mostra ‘Nella Natura: storie di chi ha scelto un’altra vita’, curata da Paola Manfredi con fotografie di Selene Magnolia Gatti. Il progetto racconta l’esperienza di sei persone che abitano il confine tra città e wilderness attraverso immagini e testi.
La Serra del Grumello si trasforma invece in uno spazio di incontro e condivisione, con caffè letterario, bookshop e temporary bistrot immersi nel verde del parco. Torna anche la Contemporary Design Selection, mostra collettiva curata per il quarto anno consecutivo da Giovanna Massoni e diretta da Francesca Prandelli, Chief Coordinator del festival. Per la prima volta ospitata da Villa Saporiti, la selezione invita designer, architetti, artigiani, artisti, collettivi e gallerie a confrontarsi con il tema del confine. Lobby Nomade presenta ‘Fine Comune’, esposizione che indaga il rapporto tra limite e condivisione con la direzione creativa di Ultrapresent Studio. Allestita nell’ex chiesa di Santa Caterina, la mostra mette in dialogo le opere monocromatiche in cemento e metallo di Luca Monterastelli, realizzate in collaborazione con Galleria Lia Rumma, con il sistema di imbottiti Free System di Acerbis, gli oggetti di collectible design di Movimento Gallery e i tappeti artigianali di cc-tapis. Ritorna anche l’Archivio Design Ico Parisi con la mostra ‘Ico Parisi e Giuliano Collina: arte condivisa’, dedicata al sodalizio artistico tra i due protagonisti e alla storia de La Ruota, atelier-galleria fondato da Ico e Luisa Parisi. All’interno del Conservatorio di Como, Ultrapresent Studio cura ‘Atto Puro’, progetto sviluppato dal festival che coinvolge il corso di musica elettronica e il sistema audio Cosmos, disegnato e prodotto nel 2025.
L’Accademia Aldo Galli Ied ospita invece ‘After Evidence: From Forensic Purpose to Public Resonance’, terzo capitolo di Notes on Plural Intelligences, nato dall’analisi di un archivio di immagini forensi e sviluppato nell’ambito del progetto di ricerca Sounding Images, Screening Sounds (Siss). La Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como contribuisce al programma con una bibliografia essenziale dedicata al tema del confine, consultabile nella sede dell’Ordine, allestita in dialogo con l’architettura del Novocomum, prossimo ai cento anni. All’Università dell’Insubria trova spazio ‘Gente di Confine’, mostra fotografica di Alberto Granata, curata da Eugenio Bitetti, dedicata alle statue e alla loro sospensione tra l’inanimato e il vivente. Tra le principali novità dell’edizione 2026 c’è l’arrivo del festival a Lecco. Ad aprire il percorso è ‘Oltre al Vedere’, progetto ideato da Cultura Meccanica per il Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Subvedenti. Attraverso dispositivi audio-tattili innovativi, l’iniziativa rende arte e design accessibili anche a persone cieche e ipovedenti. Negli spazi del Politecnico di Milano – Polo di Lecco trova posto anche ‘Eterno Femminino’, mostra che esplora il confine tra archetipo e stereotipo, interrogando le forme di rappresentazione del femminile tra memoria e contemporaneità.
Sempre al Polo lecchese è allestita l’installazione ‘Paesaggi Alpini. Tracce di pietra, legami di comunità tra Italia e Svizzera’, dedicata al progetto Paesalp, che punta alla valorizzazione del patrimonio culturale e materiale delle Alpi transfrontaliere. Chiude il percorso ‘Confini instabili. Macchine narrative per raccontare la montagna in movimento’, sviluppato nell’ambito del progetto di ricerca Amalpi More, dedicato alle frane e alle trasformazioni del paesaggio alpino. Il festival approda quest’anno anche a Laglio con la mostra ‘Poetica dell’Energia / Volta27’, ospitata presso il Cantiere Ernesto Riva e realizzata dagli studenti del primo anno del master. Il progetto, sviluppato dal collettivo Volta27, prende ispirazione dall’eredità di Alessandro Volta per immaginare il futuro della navigazione sostenibile sul Lago di Como. Infine, tornano gli appuntamenti di Studio Visit, che aprono al pubblico studi di progettazione, gallerie, atelier e archivi del territorio. Debutta inoltre il nuovo format Hospitality Visit, con cinque hotel che accolgono installazioni, esposizioni temporanee e proiezioni, trasformandosi in ulteriori tappe del festival. Completa il programma il tradizionale tour delle architetture della Como Razionalista, tra gli appuntamenti più apprezzati della manifestazione.