“Conoscendo Giorgia Meloni, non credo che questo”, ovvero andare al Colle, “sia il suo obiettivo. Credo che voglia proseguire il compimento del programma per l’Italia candidandosi a rifare il presidente del Consiglio”. In futuro “sarebbe un grande vantaggio per l’Italia avere un presidente della Repubblica, donna che sia Giorgia Meloni“. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato alla festa del Foglio in corso a Firenze.
Secondo La Russa ”la destra difetta in tante cose forse, non nella capacità di dare dei leader. Quando Meloni lascerà il ruolo di premier, ci sarà chi prenderà quel ruolo”. L’ex ministro della Difesa ha smentito ancora una volta di sognare il Quirinale: “Io non sarà capo dello Stato”. A chi gli ha chiesto se se sia interessato a fare il prossimo governatore della Lombardia, ha replicato: “Non voglio fare il presidente della Repubblica e voglio fare il presidente della Lombardia? Ma non scherziamo…”.
Sulle prossime elezioni, La Russa ha sottolineato: “La scadenza naturale sa fino a quando può arrivare? Addirittura fino dicembre. Per legge si potrebbe votare sotto Natale. Io penso che si voterà prima, quanto prima non lo so… La cosa più probabile è che si voti a ottobre”. Proprio sulla nuova legge elettorale, La Russa ha spiegato che “non serve a vincere le elezioni, serve a dare all’Italia un governo di chi avrà un voto in più”, parlando con i giornalisti a margine della Festa dell’Ottimismo del quotidiano Il Foglio, e ha contestato le critiche del centrosinistra secondo cui la riforma sarebbe pensata per favorire la vittoria di Giorgia Meloni: “Le opposizioni continuano a dire che è una legge fatta per far vincere la Meloni. Ma se è una legge che fa vincere chi ha un voto in più e loro dicono che i sondaggi li danno vincenti, perché sarebbe una legge scritta per la Meloni?”, ha osservato, aggiungendo: “O mentono prima, o sanno di mentire”. “Vi faccio io questa domanda e lì casca l’asino”, ha concluso.
E su Futuro Nazionale: “Oggi le probabilità di allearci con Vannacci, facendo una percentuale, sono dello 0%. Il bicchiere mezzo pieno è la compattezza della coalizione, l’aver dimostrato più a lungo di qualunque altro governo che c’è sempre una sintesi tra le forze che il Paese ha deciso di mandare al governo”. E infine: “Il carovita, l’inflazione e i prezzi dei carburanti sono i problemi” da affrontare.