Prezzi di cellulari e laptop sempre più alti, spinti dai rincari dei chip. Nel suo Made by Google il gigante tecnologico Usa ha presentato la nuova linea di smartphone Pixel 11, e i prezzi sono superiori di 100 dollari rispetto alla gamma presentata lo scorso anno. Ma non è una politica che caratterizza solo Google. Tra una settimana anche Apple svelerà la nuova gamma di iPhone e ci si aspetta che anche in quel caso i prezzi siano più alti.
D’altronde Cupertino ha già ritoccato il cartellino di MacBook e Ipad, citando proprio il rincaro dei chip, il cui utilizzo nei data center per l’Ai ha creato una stretta nel mercato che ha costretto anche l’azienda tecnologica che per ora si è rivelata essere la meno ‘volatile’ tra le Big Tech (forse proprio perché è restata ai margini dalla corsa Ai) è immune dalle conseguenze di un mercato che intacca profondamente anche le catene di distribuzione più mature.
Il prezzo della componentistica non era mai salito così tanto in così poco tempo, ha detto Apple. Nel caso di Google il Pixel 11 Pro di fascia alta costerà 1.099 dollari, 100 in più rispetto al 10 Pro lanciato un anno fa. Il Pixel 11 costerà 899 dollari, altri 100 dollari in più. In un mercato che non può salvarsi dall’aumento dei prezzi, la gara diventa a offrire quante migliorie possibile per, almeno parzialmente, giustificarli. Google ha aumentato le specifiche di fotocamere e processori, estendendo l’ecosistema tecnologico con un nuovo smartwatch (che costa 50 dollari in più del predecessore), cuffiette e un Pixel Tag con funzioni di rintracciamento come l’Air Tag di Apple. Le testate di settore hanno però notato che nonostante il rialzo dei prezzi la Ram di alcuni Pixel è diminuita. La stessa Google ha parlato di una “grave crisi della memoria RAM, causata dai fornitori”. Dopo il lancio dei Pixel 11 il titolo di Alphabet, casa madre di Google, è sceso.