Più la pressione sui prezzi sale, più pesa il rischio che si inneschi la speculazione, una pratica in alcuni casi borderline con la truffa, che vuol dire sostanzialmente approfittare di un’anomalia di mercato per fare più guadagno possibile. Lungo tutta la filiera che va dalla produzione alla vendita, e sempre a danno del consumatore finale. Con conseguenze che vanno oltre l’incidenza reale dell’inflazione. Succede con i carburanti, con i prezzi che vengono ritoccati oltre il dovuto e il consentito e, come dimostrano la recente inchiesta pubblicata dall’Adnkronos e le verifiche della Guardia di Finanza, con contraffazioni e alterazioni di benzina e gasolio. Succede anche con i prezzi dei beni di consumo, dagli alimentari ai prodotti per la cura della casa e della persona, e con i biglietti per i grandi eventi live. Succede, in condizioni climatiche sempre più estreme, per condizionatori, ventilatori e apparecchi per rifrescare l’aria, con un’offerta che ormai da settimane non riesce più a soddisfare la domanda.
Con gli sconti usati dal governo per calmierare i prezzi di benzina e gasolio, le relative proroghe e i tempi morti tra un intervento e l’altro, le quotazioni dei carburanti al distributore hanno oscillato ripetutamente verso l’alto e verso il basso. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha analizzato nel dettaglio l’andamento del mercato, incrociando i costi della materia prima, il tasso di cambio tra euro e dollaro e la variazione delle accise. I dati emersi fotografano una realtà in cui i prezzi risultano spesso ingiustificatamente gonfiati. Un trend che pesa sugli automobilisti ma anche su chi usa i carburanti per lavorare, dall’autotrasporto all’agricoltura: oltre ad alimentare i trattori e gli altri macchinari agricoli necessari per le attività di raccolta di frutta, verdura e cereali, il carburante serve per far funzionare gli impianti di irrigazione, a maggior ragione importanti con le attuali condizioni climatiche.
I dati raccolti nella prima settimana di agosto, pubblicati da AgroAlimentare News, fotografano un vero e proprio caso di scuola, quello del gelato artigianale. Da Venezia a Palermo, i listini d’agosto sfiorano cifre record a causa dell’impennata di cacao ed energia. La conseguenza è che i consumatori cambiano abitudini e si rifugiano nei prodotti confezionati della grande distribuzione per tagliare i costi. Nelle località più turistiche e nelle città d’arte il prezzo del gelato artigianale ha superato stabilmente il tetto dei 30 euro al kg. Vuol dire che un cono piccolo, con due gusti, si acquista a 4,50 – 5,00 euro. Nelle altre aree, il prezzo medio varia tra i 20 e i 28 euro al kg. Sono dati che fanno del cono o della coppetta, una volta accessibili a tutti, un bene di lusso.
Nonostante i danni inferti dal caldo in termini di calo di produzione, i prezzi pagati agli agricoltori sono crollati, soprattutto per la frutta. Si va dal -17% per le quotazioni delle pere al -18% delle pesche e delle nettarine, fino al -20% delle susine e al -34% per le albicocche, secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea relativi alla quarta settimana di luglio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al contrario, i prezzi sugli scaffali sono in crescita. Uno scenario dinanzi al quale la Consulta ortofrutticola della Coldiretti punta a fare piena luce, valutando se richiedere l’applicazione della legge sulle pratiche sleali. Tra l’altro, nei primi quattro mesi dell’anno le importazioni di frutta fresca dall’estero sono aumentate del 9% in quantità, con un picco del 44% per quella dall’Africa, secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea.
Un intervento normativo deciso per difendere i consumatori dalle oscillazioni selvagge dei prezzi dei biglietti online per gli eventi live. Come avvenuto, ad esempio, per i concerti degli Oasis, con biglietti triplicati durante la coda online, e con i Mondiali di calcio. A chiederlo è stato Brando Benifei, europarlamentare del Partito Democratico, auspicando che il futuro Digital Fairness Act europeo affronti direttamente il problema dei prezzi dinamici e dell’accaparramento speculativo tramite bot. “Serve agire sia sul fronte della speculazione dei prezzi che su quello delle truffe”, ha spiegato l’eurodeputato, evidenziando come la tutela del consumatore richieda un quadro di regole chiare e condivise da tutti gli attori della filiera digitale.
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, è detto anche ‘Mister Prezzi’ e ha funzione di controllo e verifica, su segnalazione dei cittadini, per arginare i fenomeni speculativi. Per il supporto diretto al Garante e ogni altra attività istruttoria, di analisi, valutazione e di elaborazione dei dati è stata istituita un’apposita unità di missione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Propone al Governo azioni mirate o strutturate di riforma dei mercati in seguito all’analisi e al riscontro di anomalie o malfunzionamenti. Può inoltre riferire le dinamiche ‘sospette’ dei prezzi al Ministro, che provvede alla formulazione di segnalazioni all’Antitrust, a sollecitare ispezioni della Guardia di Finanza e ad avviare azioni di moral suasion.