Il progetto di fattibilità per un possibile ampliamento della Galleria Borghese sarà presentato il 18 maggio ma ha già diviso politica e associazioni. Al centro della discussione c’è un progetto di fattibilità promosso attraverso una sponsorizzazione privata della società di ingegneria Proger, che ha messo a disposizione circa 900mila euro per organizzare un concorso internazionale di architettura e redigere uno studio tecnico-economico destinato a valutare eventuali soluzioni di ampliamento del museo romano.
La Galleria Borghese ha pubblicato un avviso pubblico per verificare l’eventuale presenza di altri soggetti interessati alla sponsorizzazione, senza ricevere ulteriori candidature.
Un forte sostenitore è il direttore di Artribune, Massimiliano Tonelli, che in un editoriale attacca duramente le polemiche contro l’iniziativa definendole “stucchevoli” e accusando una parte del fronte contrario di voler mantenere Roma “immobile e imbalsamata”.
Secondo Tonelli, il museo romano presenta problemi strutturali ormai evidenti: accessibilità limitata per le persone con disabilità, opere custodite nei depositi per mancanza di spazio e un sistema di prenotazioni congestionato che rende spesso impossibile visitare il museo senza pianificare con largo anticipo. Una situazione che alimenta anche fenomeni di bagarinaggio digitale e penalizza scuole, studiosi e visitatori.
L’ipotesi di nuove volumetrie nell’area della villa storica ha però suscitato immediate reazioni contrarie. Italia Nostra e altre associazioni cittadine hanno espresso forte preoccupazione per possibili alterazioni dell’equilibrio paesaggistico di Villa Borghese. Alcuni comitati hanno contestato anche solo l’idea di intervenire in un contesto considerato intoccabile.
Nel dibattito sono intervenuti anche storici dell’arte e commentatori culturali, alimentando uno scontro che va oltre il singolo progetto e tocca il rapporto tra tutela, architettura contemporanea e trasformazione delle città storiche.
Le polemiche sono rapidamente arrivate anche in Parlamento. Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha criticato duramente il progetto, chiedendo le dimissioni della direttrice della Galleria Borghese.
Più cauta invece la posizione del presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, che ha chiesto di approfondire i dettagli tecnici prima di esprimere una valutazione definitiva. Nel dibattito è emersa anche l’ipotesi alternativa di utilizzare il Villino Pincherle, edificio storico oggi inutilizzato situato fuori dal perimetro di Villa Borghese, come possibile spazio per l’estensione museale. Una proposta rilanciata dall’assessora alla Cultura del I Municipio di Roma, Giulia Silvia Ghia.