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Debiti estivi: i 7 errori da evitare per non tornare dalle vacanze con il conto in rosso

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Il vero rischio finanziario dell’estate non è il costo del viaggio, già messo in conto mesi prima, ma quello che succede una volta arrivati a destinazione. Ristoranti, escursioni, shopping e spese impreviste possono trasformare una settimana di relax in un problema economico da gestire a settembre. A lanciare l’allarme sono KRUK Italia e FEduF, la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, che hanno elaborato una lista di sette comportamenti a rischio nella gestione dei pagamenti durante le vacanze.

I numeri fotografano una situazione tutt’altro che marginale. Secondo un’analisi Ipsos, il 72% degli italiani partirà almeno una volta questa estate, con una spesa media di 1.050 euro per una settimana ad agosto in coppia. Parallelamente, a giugno 2026 gli acquisti legati ai viaggi effettuati tramite Buy Now Pay Later sono cresciuti del 33,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati Experian. Il pagamento dilazionato, insomma, è sempre più la norma anche per le vacanze.

Il quadro debitorio di fondo è già preoccupante. La ricerca Ipsos Doxa 2025, condotta per la Giornata Senza Debiti promossa da KRUK Italia, mostra che il 41% degli italiani ha almeno un debito a proprio nome. Il 13% di chi ha un finanziamento attivo ha già saltato almeno una rata, e un ulteriore 16% ha rischiato di farlo.

Perché la vacanza è il momento più a rischio

Il paradosso è che le spese di viaggio — voli, hotel, pacchetti — vengono spesso pianificate con cura. Il problema nasce dopo, quando si è lontani da casa e si tende a perdere il controllo delle uscite quotidiane. Aperitivi, cene fuori, souvenir, attività extra: ogni voce sembra piccola, ma si somma. Nel frattempo, affitto, mutuo, bollette e rate dei prestiti continuano a girare sul conto corrente, indipendentemente da dove ci si trova.

La vacanza è un momento importante di riposo e svago, ma proprio per questo può diventare l’occasione in cui si allenta l’attenzione sulle proprie scelte economiche, spiega Giovanna Boggio Robutti, Direttrice Generale di FEduF. Educazione finanziaria significa anche imparare a riconoscere in anticipo i comportamenti che possono mettere sotto pressione il bilancio personale: non per rinunciare, ma per scegliere con maggiore consapevolezza, distinguendo tra desideri, possibilità reali e impegni già assunti.

I 7 comportamenti da correggere

La checklist elaborata da FEduF e KRUK Italia individua sette abitudini che, se non corrette, aumentano il rischio di ritrovarsi in difficoltà al rientro. Il primo è non sapere quanto resta effettivamente ogni mese dopo aver sottratto affitto, bollette, spesa e rate: senza questa cifra di riferimento, qualsiasi spesa extra diventa una scommessa.

Il secondo comportamento a rischio è rimandare i pagamenti di qualche giorno, convinti di poterci pensare dopo. Il terzo è usare la carta o il pagamento rateale per uno sfizio anche quando il mese è già tirato. Strettamente collegato è il quarto punto: evitare di guardare il conto per paura di scoprire quanto si è speso. L’ignoranza, in questo caso, non è una protezione.

Il quinto errore riguarda le priorità: pagare prima quello che pesa emotivamente, anziché quello con scadenze o costi più urgenti. Il sesto è il classico me lo merito, quella logica che porta a una spesa impulsiva seguita quasi subito dal senso di colpa. Il settimo, infine, è affidarsi alla memoria per ricordare le scadenze, senza un promemoria o un sistema di monitoraggio.

Sette comportamenti apparentemente banali, ma che insieme costruiscono le condizioni per un rientro difficile. Riconoscerli in anticipo, secondo FEduF e KRUK Italia, è il primo passo per evitarli.

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