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Conte davanti alla Commissione Covid: “E’ un plotone d’esecuzione”

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“Finalmente ci siamo… Giuro di dire la verità sul mio onore”. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, si presenta davanti alla Commissione Covid per l’audizione in programma oggi, 6 agosto. “Questa Commissione è stata concepita come un plotone d’esecuzione nei miei confronti e, al contempo, anche come una gabbia di protezione per gli amministratori locali dei propri partiti. Si è detto che avessi paura di parlare davanti a questa commissione. Chi lo ha detto, non mi conosce”, dice Conte

Giuro sull’onore, sì, l’onore che qualcuno qui ha perso, permettetemi di dirlo, già durante la pandemia, quando anziché essere in prima fila a combattere con noi in trincea, si è rifugiato nelle polemiche sterili e nelle strumentalizzazioni più futili. L’onore che quel qualcuno non ha poi riguadagnato in occasione di questa commissione che è stata concepita, ormai è chiaro, come un plotone di esecuzione nei miei confronti e al contempo anche come una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei propri partiti”, afferma. 

“Vorrei chiarire il punto del giuramento che mi sembra preliminare. Vorrei chiarire che io mi assumo con queste mie dichiarazioni la piena responsabilità giuridica di quello che dirò. Quindi non ho difficoltà a giurare”, dice Conte aprendo l’audizione. “È una formula che mi consente di dire che mi espongo a tutte le conseguenze anche quelle pleno iure, direbbero i giuristi, per quanto riguarda gli elementi di cui sono a conoscenza e quindi oggi vengo qui consapevole di dover riferire in scienza e coscienza di tutti i fatti da me conosciuti. E aggiungo anche mi assumerò tutta, e mi sono sempre assunto, la responsabilità anche politica ovviamente delle mie condotte oltre che delle mie dichiarazioni”, afferma. 

“Io giuro -ribadisce- di dire la verità sul mio onore. L’onore per me viene prima di tutto, perché significa rispetto innanzitutto verso me stesso, ma soprattutto rispetto anche verso tutte le persone in questa circostanza che hanno perso la vita a causa del Covid, rispetto anche verso tutti i familiari che ancora oggi ne lamentano l’assenza, verso tutti gli operatori sanitari che sono stati in trincea, rischiando la vita, e molti di loro l’hanno persa, lo vorrei ricordare. Parlo degli operatori della Protezione civile, commissari e funzionari pubblici, Forze dell’Ordine, militari, Polizia locale lavoratori vari, lavoratrici preposti alle filiere che dovevano assicurare bisogni e servizi”. 

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