Il Kazakistan punta a trasformarsi da esportatore di materie prime a protagonista delle catene globali del valore, proponendosi alla Cina come piattaforma industriale integrata per batterie, infrastrutture digitali, intelligenza artificiale, logistica ed energia. È quanto evidenzia un’analisi pubblicata dall’agenzia kazaka Qazinform, secondo cui la visita del presidente Kassym-Jomart Tokayev a Shanghai, dal 15 al 17 luglio, ha segnato un cambio di paradigma nelle relazioni economiche tra Astana e Pechino.
Secondo Qazinform, nel corso della missione sono stati firmati oltre 70 accordi e memorandum, per un valore dichiarato superiore ai 15 miliardi di dollari, nei settori dell’intelligenza artificiale, delle infrastrutture digitali, dei trasporti, dell’industria, dell’energia e dei minerali critici. L’obiettivo di Astana è costruire un sistema industriale integrato in cui l’estrazione delle materie prime alimenti la produzione di batterie, queste sostengano la mobilità elettrica e i sistemi di accumulo, mentre energia, data center e logistica costituiscano l’infrastruttura a supporto dell’economia digitale.
Tra i progetti di maggiore rilievo, riferisce l’agenzia, figura l’interesse del colosso cinese Catl a realizzare in Kazakistan un impianto per la produzione di batterie, che potrebbe diventare il primo del suo genere in Asia centrale. Parallelamente, il Paese punta a rafforzare la propria capacità energetica e digitale attraverso nuovi investimenti in infrastrutture elettriche, data center e nella piattaforma “Smart Cargo”, destinata a integrare in un unico sistema digitale dogane, logistica e tracciamento delle merci.
L’analisi sottolinea tuttavia che il successo della strategia dipenderà dalla capacità del Kazakistan di ottenere un’effettiva localizzazione industriale, con trasferimento tecnologico, sviluppo di competenze ingegneristiche e maggiore valore aggiunto prodotto nel Paese, evitando di limitarsi all’assemblaggio o all’esportazione di materie prime. Secondo Qazinform, la vera misura del successo non sarà il numero degli accordi firmati, ma la quota di valore che il Kazakistan riuscirà a generare all’interno delle nuove filiere industriali nei prossimi anni.