ChatGPT ‘complice’ di un duplice omicidio? Negli Stati Uniti un adolescente è accusato di aver ucciso la madre e il fratello minore, dopo aver utilizzato il chatbot generato dall’intelligenza artificiale per cercare “idee teoriche o storie fantastiche” sull’uccisione di membri della famiglia.
Come riportato dalla Cnn, Arjun Aravind, 17 anni, si è dichiarato non colpevole per gli omicidi della madre, Sudha Venkatesan, 45 anni, e del fratello, Siddharth Aravind, 14 anni, che sono stati trovati morti nella loro casa ad Acton, a circa 30 chilometri a nord-ovest di Boston. Il procuratore distrettuale della contea di Middlesex, Marian Ryan, ha dichiarato che il ragazzo “aveva recentemente manifestato alcuni comportamenti preoccupanti, tra cui l’utilizzo di internet e ChatGPT per effettuare ricerche di idee teoriche o storie fantastiche riguardanti l’omicidio della sua famiglia”.
“Si dedicava all’uso di ChatGPT per creare storie fantastiche, in stile romanzo gotico, ponendosi domande, creando personaggi, chiedendosi cosa succederebbe se questo accadesse e sembra che queste storie siano collegate alle minacce alla sopravvivenza della sua famiglia”, ha detto Ryan. Un “computer portatile gravemente danneggiato e insanguinato” e “un utensile piegato, probabilmente un coltello con il manico arancione” sono stati inoltre trovati sul luogo del delitto, secondo un rapporto della polizia.
Secondo quanto riportato da WCVB, che cita i rapporti della polizia, Aravind aveva avuto problemi comportamentali nell’ultimo anno, tanto che la sua famiglia era arrivata a nascondergli i coltelli. La tecnologia AI sarebbe inoltre stata collegata ad altri atti criminali e la Florida ha già citato in giudizio OpenAI, proprietaria di ChatGPT, sostenendo che lo strumento non avesse “alcun controllo parentale”, creasse dipendenza nei minori, causasse la perdita delle “capacità di pensiero critico” negli utenti e favorisse gli autori di stragi, incoraggiando inoltre al suicidio.