Oltre dieci tonnellate di carburante irregolare, con sanzioni per oltre 20mila euro. E’ il bilancio degli ultimi due giorni di controlli condotti dalla Guardia di Finanza della Capitale in stazioni di rifornimento prese a campione a Roma e Provincia, scattati dopo l’inchiesta dell’Adnkronos sul fenomeno del carburante impuro e annacquato. Fenomeno che sta registrando una crescita esponenziale nell’ultimo periodo, come confermato all’Adnkronos da molti meccanici che ricevono nelle loro officine auto e moto danneggiate da benzina e diesel non a norma: “In cinquant’anni – hanno detto ai microfoni di Adnkronos – non abbiamo mai visto tanti casi”.
“Circa il 20% degli impianti controllati è risultato irregolare, sia per quanto riguarda la qualità del prodotto erogato, sia per l’esposizione al pubblico dei prezzi sia per il rapporto tra carburante risultato erogato e prodotto effettivamente sceso a terra”, riferisce il colonnello Daniele Corradini, comandante del I Gruppo Roma della Guardia di Finanza che ha coordinato la maxi-operazione. Quello del carburante annacquato, aggiunge il colonnello Corradini, “purtroppo su Roma è un fenomeno abbastanza esteso ma riguarda l’intero territorio nazionale: nel solo 2026 il comando regionale Lazio della Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro oltre 165 tonnellate di prodotto non conforme, con un aumento rispetto al 2025 di oltre il 350%”.
Dati confermati anche dalle analisi di laboratorio effettuate dai tecnici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: “Abbiamo riscontrato alcune anomalie dovute alla presenza di sostanze diverse da quelle che dovevano essere naturalmente presenti. In media, troviamo un campione adulterato ogni 10-15 analizzati, e che quindi non rispetta le norme, sia quelle commerciali sia quelle fiscali. Ed è un fenomeno in crescita in questi ultimi periodi”, spiega all’Adnkronos Fabrizio Apruzzese, dirigente dell’ufficio laboratorio di Roma dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un fenomeno “dovuto alla miscelazione di altri prodotti con il gasolio per accrescerne il volume”. Carburante diluito quindi, che aumenta i ricavi dei distributori a scapito degli ignari clienti che vanno a rifornirsi con il rischio di ritrovarsi poi costretti a ricorrere a costose riparazioni. “Inoltre – prosegue Apruzzese – nella benzina in qualche caso abbiamo riscontrato delle anomalie dovute alla presenza di acqua”.