HomeUltima OraBpco, Papi (UniFe): "Obiettivo terapeutico deve essere zero riacutizzazioni"

Bpco, Papi (UniFe): “Obiettivo terapeutico deve essere zero riacutizzazioni”

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“Nella Bpco l’efficacia di ogni intervento farmacologico si riduce quanto più avanzata è la malattia. Per questo non bisogna aspettare, ma iniziare il trattamento quando è indicato” Lo ha sottolineato Alberto Papi, professore di Malattie dell’apparato respiratorio e direttore della Clinica Pneumologica dell’università degli Studi di Ferrara, commentando alcuni dei temi discussi in occasione del Congresso nazionale della Società italiana di pneumologia (Sip) che si è tenuto a Roma.

“Le riacutizzazioni – ha spiegato – rappresentano il principale motore dell’evoluzione della malattia. Oggi anche un solo episodio indica che il paziente è esposto al rischio di eventi futuri e deve essere messo nella condizione di ricevere una terapia ottimale”. Secondo Papi, “l’obiettivo dell’intervento terapeutico non deve essere genericamente ridurre le riacutizzazioni, ma arrivare a zero, perché già un singolo episodio può incidere, nel medio e lungo periodo, sulla sopravvivenza”. L’esperto ha evidenziato come, grazie ai farmaci oggi disponibili, “possiamo migliorare la funzione respiratoria, ridurre le riacutizzazioni e intervenire sui sintomi e sulla qualità di vita. Raggiungere e mantenere insieme questi tre obiettivi significa ridurre il rischio futuro e ottenere un beneficio anche sulla mortalità”.

Per i pazienti che continuano a riacutizzarsi nonostante la massimizzazione della terapia inalatoria, “è necessario procedere verso una maggiore personalizzazione. La conta degli eosinofili nel sangue consente di identificare persone che possono beneficiare dei farmaci biologici, scegliendo il trattamento più appropriato in base alle caratteristiche cliniche e biologiche”, ha rimarcato lo specialista. “Infine, la vaccinazione deve essere considerata parte integrante della gestione della Bpco, al pari degli interventi farmacologici. Poiché le infezioni sono tra le principali cause delle riacutizzazioni, prevenire lo stimolo significa agire direttamente sul rischio”, ha concluso.

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