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Behemoth, Dimmu Borgir e Dark Funeral: a Milano una notte di oscurità e metal estremo

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“Saremo cattivi come non mai” avevano annunciato i Behemoth. Promessa mantenuta. La formazione polacca di black metal arriva all’Alcatraz di Milano per la tappa italiana dell’‘In League With Satan Tour 2026’, insieme a Dimmu Borgir e Dark Funeral. Tre nomi storici del metal estremo, riuniti per la prima volta in un tour europeo che mette sullo stesso palco tre band nate nella stessa stagione del black metal e diventate, nel corso degli anni, altrettanti bersagli dell’indignazione religiosa. Non è difficile immaginare che un tour intitolato ‘In League With Satan’, con una scaletta che comprende ‘Ora Pro Nobis Lucifer’, ‘O Father O Satan O Sun!’ possa continuare ad alimentare le proteste degli ambienti cattolici. Con tre band sullo stesso palco, questa volta il fronte del dissenso avrebbe, almeno sulla carta, parecchio materiale su cui lavorare. Ma all’Alcatraz è la musica a parlare.

I Dark Funeral, arrivati dalla Svezia, aprono la serata con il black metal più fedele alla tradizione: velocità, chitarre taglienti e la voce di Heljarmadr costruiscono un set solido. La band, fondata a Stoccolma nel 1993, appartiene alla stessa generazione che ha contribuito a definire il suono del black metal scandinavo degli anni Novanta e arriva a Milano con un ruolo che va oltre quello del semplice gruppo di supporto. Poi tocca ai Behemoth. L’Alcatraz è pieno zeppo. Per Nergal e soci è un ritorno in Italia a un anno e mezzo dall’ultima apparizione ma lo spettacolo è tutt’altro che una replica. La band polacca ha ormai trasformato il concerto in una macchina scenica costruita nei minimi dettagli: luci, fumo, visual, mantelli neri e una simbologia religiosa continuamente rovesciata e utilizzata come materiale teatrale. “Per trent’anni abbiamo fatto avanti e indietro tra Polonia e Italia e ogni volta che torniamo questo pubblico è sempre più grande” dice il cantante.

Al centro del set un repertorio che attraversa le diverse fasi della carriera dei Behemoth. Ci sono ‘Daimonos’, ‘Conquer All’, ‘Blow Your Trumpets Gabriel’, ‘Ov Fire and the Void’, ‘Bartzabel’ e ‘Chant for Eschaton 2000’, insieme ai brani più recenti come ‘The Shit ov God’ e ‘To Drown the Svn in Wine’. Non manca ‘I, Scvlptor’, mentre ‘O Father O Satan O Sun!’ chiude la parte dello show dei Behemoth. Sono passati dodici anni da ‘The Satanist’, l’album che ha portato i Behemoth fuori dai confini del metal estremo e che Rolling Stone ha inserito al sesto posto tra i migliori dischi del 2014. Nel frattempo Nergal ha continuato a costruire intorno alla band un universo che fonde musica e iconografia. Una parte della sua storia è anche fuori dal palco: nel 2011 fu giudice della prima edizione di ‘The Voice of Poland’, esperienza che provocò forti polemiche nel Paese proprio per la sua immagine pubblica e per i riferimenti anticlericali dei Behemoth.

Dopo di loro arrivano i Dimmu Borgir, co-headliner della tournée. Per la formazione norvegese il tour rappresenta il ritorno a un vero lungo itinerario europeo dopo alcuni anni. Shagrath e compagni riportano sul palco il loro black metal più orchestrale e teatrale, quello che negli anni ha allargato i confini del genere attraverso arrangiamenti sinfonici e produzioni sempre più elaborate. È anche il momento in cui le due anime del tour si incontrano: da una parte la fisicità e la teatralità dei Behemoth, dall’altra il black metal sinfonico dei Dimmu Borgir. Due modi diversi di portare il metal estremo oltre i confini dell’underground che, sul palco, si ritrovano uniti per la cover di ‘In League With Satan’ dei Venom, un tributo anche a Cronos, storico bassista e cantante della formazione britannica, scomparso il 29 settembre scorso.

Il titolo del tour mette tutti d’accordo. ‘In League With Satan’ riunisce tre band abituate a usare il linguaggio religioso come materiale al quale attingere per la propria musica. E se normalmente le proteste cattoliche accompagnano gli appuntamenti dei Behemoth e dei Dimmu Borgir, questa volta il conto è almeno triplo: sul palco dell’Alcatraz ci sono tre delle formazioni simbolo di quella scena. Nergal lo aveva detto prima di partire: “Behemoth, Dimmu Borgir e Dark Funeral…storici…biblici. Saremo cattivi come non mai”. A Milano, almeno sul palco, non ha cambiato idea. (di Federica Mochi)

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