“Per l’Italia è fondamentale riuscire ad attrarre sempre più investimenti dall’estero, per una motivazione estremamente lineare: le grandi imprese multinazionali che investono in questo Paese hanno, strutturalmente, dei tassi di investimento superiori alle imprese domestiche e hanno una produttività superiore alle imprese domestiche. Questo si traduce in investimenti, che, in media, sono il 40% superiore a quanto avviene con la media impresa italiana. Pertanto, in un contesto in cui la stagnazione dei salari reali è quella che tutti conosciamo, avere dei soggetti che riescono ad agire in questa direzione è abbastanza cruciale per il Paese”. Così Diego Begnozzi, Senior Consultant Teha Group, alla 52° edizione del Forum Ambrosetti organizzato a Cernobbio da Teha Group, in occasione della conferenza stampa di presentazione della ricerca ‘Sbloccare il futuro: investimenti high-tech per la competitività italiana’ realizzata da Teha in collaborazione con Amazon.
“L’Italia si sta muovendo bene su alcuni elementi, ma all’interno di un contesto che continua a essere molto critico: negli ultimi anni, infatti, sono stati avviati dei percorsi sperimentali di accompagnamento e supporto ai grandi gruppi che vogliono investire in questo Paese tramite le varie entità ministeriali, soprattutto il Mimit – spiega – ma all’interno di un quadro più complesso in cui il sistema amministrativo burocratico, il costo dell’energia e la scarsa capacità di formare delle figure tecniche e professionali rappresentano ancora degli elementi che, nel loro complesso, sono ostativi all’investimento in Italia”.
“La questione dell’attrattività degli investimenti è molto complessa e necessita di un grande lavoro di coordinamento sia tra le varie istituzioni, a tutti i livelli, nazionali, regionali e territoriali sia tra attori privati. La principale priorità secondo noi, in questo momento, in cui le azioni che possono essere messe in campo non possono essere ad alto impatto sui conti dello Stato, è agire sulla leva della sburocratizzazione. Ci sono tanti campi, soprattutto con riferimento agli investimenti high-tech, in cui la regolamentazione si sta muovendo: regolamentare soggetti e settori che sono appena nati e riuscire a riallineare il quadro regolatorio al quadro che esisterà nel prossimo futuro è sicuramente un ottimo inizio”, conclude Begnozzi.