Trentesima edizione di Torino Comics, piena di novità e di grandi rinnovamenti! Oltre alla nuova location, sicuramente più intrigante e tutta da scoprire, a farla da padrona è come sempre, oramai da tradizione acclamata, l’area autori con le firme prestigiose del fumetto made in Italy, vere attrazione e fonte di grande curiosità da parte dell’attento ed esigente pubblico di collezionisti e di semplici visitatori, amanti della pura arte fumettistica. In un clima quasi estivo e festoso, dato il periodo e l’imminente chiusura dell’anno scolastico, tra gli innumerevoli autori che hanno abbellito i suggestivi porticati del Chiostro della Certosa di Collegno, abbiamo incontrato e conosciuto, nella nutrita colonia disneyana, il fumettista Andrea Malgeri, “Lapis” come soprannome, direttamente dalla redazione di Topolino. Nella sua prima apparizione nella grande kermesse torinese, abbiamo scoperto un autore molto simpatico e cordiale, che per il suo aspetto ci ricorda molto il pirata Monkey D.Rufy, noto anche come Rufy Cappello di Paglia, facente parte della ciurma della nave dei pirati del famosissimo “One Piece”! Autore di performance entusiasmanti ed appassionato della sua arte, molto apprezzato per i suoi acquerelli ed i suoi grandi capolavori, con già una grande esperienza e la certezza di poter crescere ancora artisticamente, Andrea Malgeri ci ha colpito particolarmente per la sua grande verve artistica e per quella vivacità di colori che può poter rendere “vive” le sue opere! Parlando insieme a lui e desiderosi di scoprire il suo cammino artistico, ne è venuta fuori una simpatica ed interessante chiaccherata:
Andrea, è un grande piacere averti qui con noi, che cosa ti ha entusiasmato di più del mondo del comics? Sono sempre stato affascinato dal narrare attraverso le immagini. Ma è stata un’attrazione istintiva, fin da quando ero molto piccolo stravedevo per le pagine colorate di Topolino!
Raccontaci la tua carriera fumettistica e tutto ciò che significa per te, disegnare Disney. A proposito, preferisci Paperi o Topi? Ho sviluppato fin dalla tenera età un legame particolare col personaggio di Topolino, che è tuttora il mio preferito. Va da sè che quindi tifo per i topi, ma i paperi ugualmente mi danno tante gioie. Da quando alla scuola elementare ho disegnato le prime storie inventate da me, ho sempre sognato disegnare per il settimanale Disney ed ora che è il mio mestiere, sto vivendo un sogno. Anzi, un sogno nel sogno, da quando, oltre ai disegni, sono subentrato anche nello staff degli sceneggiatori. Scrivere per Topolino è molto stimolante e mi spinge a documentarmi, studiare, ampliare la mia conoscenza del mondo.
Quali sono le fasi chiave della tua giornata lavorativa e in quale contesto preferisci disegnare i tuoi personaggi? Mi piace alternare scrittura e disegno, cosa che faccio quasi tutti i giorni, anche se in proporzione ci sono periodi in cui disegno di più, e periodi on cui scrivo di più. Apprezzo molto le architetture particolari, come quelle che ho dovuto mettere in scena ne “Le Maschere”, ambientato a Venezia, ma i contesti che amo di più disegnare sono quelli puramente naturali.
Qual’è il tuo grande autore di riferimento a cui ti ispiri e l’amicizia artistica più prolifica nella realizzazione dei tuoi personaggi disneyani? Se devo scegliere un Maestro su tutti allora dico Floyd Gottfredson. Per me era geniale, un talento assoluto. Però ci sono tanti altri autori di riferimento molto importanti per il mio lavoro, sia nel disegno sia nella scrittura. Come amicizia artistica, invece menziono Giovanni Del Ponte, autore di libri per ragazzi e mio mentore di scrittura, essenziale nella mia evoluzione creativa.
Qual’è il tuo stile preferito e come vedi il “Topolino” di oggi? All’interno del fumetto Disney, direi lo stile avventuroso e misterioso. Mi piacciono le storie con spunti filosofici. Il Topolino di oggi mi pare al passo coi tempi, puntando a una qualità sempre maggiore.
I fumetti di produzione americana e nord europea, ti piacciono per come sono realizzati? Mi piacciono i fumetti ben congegnati, a prescindere dal loro Paese di origine, quindi la risposta direi che può essere: alcuni sì, altri meno.
Se ti parlo di fumetti digitali, di edicole che pian piano stanno scomparendo e se ti dico “AI” intelligenza artificiale, cosa ti viene da pensare? Alla relativa precarietà del mio mestiere. Cerco di essere ottimista e continuare a fare del meglio, affinché anche i più giovani riscoprano sempre più questa bellissima forma d’arte che è il fumetto.
Quale sarà la tua prossima uscita e (senza spoilerare) cosa uscirà in futuro? Proprio mercoledì prossimo (10 giugno) uscirà una nuova avventura di SuperPippo scritta da me di cui sono molto soddisfatto, spero piacerà anche ai lettori. Con SuperPippo mi diverto sempre, è sono attualmente all’opera su nuove sue storie. Poi posso dire che mi potrete trovare in edicola con alcune storie anche verso fine anno…
Prossima fiera a cui interverrai, ti vedremo presto anche a Lucca? Questo è ignoto anche a me! Chi vivrà vedrà e speriamo presto. Un caro saluto!
