“L’intelligenza artificiale è spaventosa, non ce ne rendiamo conto”. Così all’Adnkronos Adria Arjona parla di ‘Onslaught – Assalto finale’, dove interpreta Celeste: una madre single ed un ex cecchina alle prese con supersoldati geneticamente modificati. Nelle sale italiane dall’1 ottobre con I Wonder Pictures e diretto da Adam Wingard, l’action-thriller di A24 unisce azione, spettacolo, tensione horror e una sfrenata energia da midnight movie. Protagonista di questa caccia all’uomo all’ultimo respiro è Celeste, madre single ed ex cecchina che vive in una comunità isolata nel deserto del New Mexico. Segnata dal suo passato nell’esercito, Celeste è costretta a tornare la formidabile combattente di un tempo quando tre supersoldati geneticamente modificati evadono da una base governativa segreta scatenando una carneficina senza precedenti, prendendo di mira proprio lei. Per proteggere sua figlia Daisy, dovrà trasformare il deserto in un campo di battaglia e scatenare l’inferno.
A dare corpo, forza e profondità a Celeste è Adria Arjona, protagonista di una prova fisica e intensa, costruita attraverso un rigoroso addestramento tattico. “Interpretare Celeste è stato incredibilmente impegnativo, sia fisicamente che mentalmente”, racconta l’attrice all’Adnkronos. “Indosso una benda sull’occhio per tutto il film, quindi è stata una sfida davvero impegnativa sotto entrambi i punti di vista. Perdendo metà della mia visione periferica durante le acrobazie, avevo vertigini costanti”. E ricorda poi il gelo durante le riprese notturne: “L’intero film è stato girato praticamente di notte: dormivi di giorno e lavoravi di notte. E, per di più, faceva un freddo cane in quel deserto. Ci sono state notti in cui l’attrezzatura si congelava e dovevamo interrompere le riprese perché non funzionava più. È stato davvero tosto”. Ma nonostante le difficoltà “è stato tutto incredibile”.
L’attrice, tra i volti più richiesti della sua generazione, ha conquistato pubblico e critica con ‘Hit Man – Killer per caso’ di Richard Linklater e con il ruolo di Bix Caleen nella serie ‘Andor’. Attesa accanto a Michael B. Jordan nel nuovo ‘The Thomas Crown Affair’, Arjona è stata inoltre annunciata nel cast di ‘Man of Tomorrow’ di James Gunn, nuovo capitolo del DC Universe in arrivo nel 2027. In ‘Onslaught’ mette la propria presenza magnetica al servizio di un’eroina ruvida e imperfetta: una donna che non viene idealizzata come madre, ma che ritrova nella necessità di difendere la figlia una determinazione inarrestabile. Arjona ha contribuito alla costruzione del personaggio, scegliendo di non smussarne le contraddizioni e di portare sullo schermo una figura femminile lontana dagli stereotipi. «Siamo così abituati a vedere le donne latinoamericane come madri e personaggi femminili esemplari», racconta l’attrice. “Mi interessava di più mostrare Celeste come una mamma complicata, per poi ricostruirla”. A rendere tutto più sopportabile, spiega, è stato il clima creatosi tra cast e troupe. “Avevamo un gruppo fantastico di attori e Adam ha un grande senso dell’umorismo. Questo ha reso tutto molto più facile”.
Nel film, Celeste condivide molte scene d’azione con una bambina, interpretata da Blake Kennedy. Un aspetto che ha richiesto una preparazione particolare. “Mi sono allenata per imparare a cadere in modo da proteggerla. Tutto era pensato per la sua sicurezza. Mi dicevano: ‘Se ti fai male tu va bene, la bambina è la cosa importante’. E io rispondevo: ‘Ricevuto'”. Un lavoro che, secondo l’attrice, ha contribuito a rafforzare il legame tra le due anche sullo schermo: “Credo che questo abbia creato un senso di protezione ancora più forte nei suoi confronti”.
Ma ‘Onslaught’ non è soltanto un film d’azione. Dietro la minaccia rappresentata dai soldati geneticamente modificati, Arjona legge una riflessione molto concreta sul presente e sulle tecnologie che stanno cambiando il mondo. “È terrificante. Con tutto quello che sta succedendo con l’intelligenza artificiale, credo che non sappiamo davvero con cosa stiamo giocando e che la situazione potrebbe facilmente sfuggirci di mano. È spaventoso. E quello che vediamo nel film non è nemmeno uno scenario così lontano dalla realtà”.
Tra le ansie contemporanee raccontate dal film c’è anche quella delle sparatorie di massa, un tema particolarmente sensibile negli Stati Uniti. Una paura che Arjona ammette di condividere. “Assolutamente sì”, afferma. “Penso che questo film sia molto personale per Adam. È diventato padre da poco e, invece di scrivere una storia su se stesso e sua figlia, ha raccontato quella di una donna e di sua figlia”. Secondo l’attrice, la genitorialità cambia radicalmente la percezione del pericolo: “Quando hai un figlio, quella diventa la tua paura più grande. E Adam ha scelto di raccontarla mettendo lo spettatore dentro l’azione, facendogli vivere tutto in prima persona. Probabilmente è l’aspetto più difficile da guardare del film. Ma credo che sia una paura condivisa da tutti. È il Paese in cui viviamo”, conclude. (di Lucrezia Leombruni)