Anche quest’anno si é svolta a Marina di Camerota, nel Cilento, la cerimonia di consegna del Premio Internazionale Nassiriya per la Pace. “Il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace è molto più di una cerimonia: è un tributo alla memoria, al servizio, al coraggio e alla responsabilità civile. È il riconoscimento di chi sceglie, ogni giorno, di difendere con i fatti i valori della pace, della giustizia e della legalità”, si legge in una nota. Il Premio Internazionale “nasce proprio con questo spirito: mantenere vivo il ricordo dei Caduti dell’attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003 e rendere omaggio a donne e uomini che, con il proprio impegno nelle istituzioni, nelle Forze Armate, nella magistratura e nella società civile, hanno saputo trasformare i valori della pace, della legalità, della solidarietà e della difesa dei diritti umani in azioni concrete”.
Promosso dall’Associazione Culturale Elaia, presieduta dal giornalista Vincenzo Rubano, il Premio ha acquisito negli anni un crescente rilievo istituzionale, ricevendo, tra gli altri, l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Difesa, della Provincia di Salerno, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dell’U.N.M.S. e di numerosi enti territoriali. Nel corso delle sue edizioni, il Premio è stato conferito a personalità di grande rilievo nazionale e internazionale tra questi si ricorda l’ambasciatore Luca Attanasio, simbolo dell’impegno umanitario italiano nel mondo, poi ucciso in Congo tre mesi dopo la premiazione. “Quest’anno fra le personalità insignite c’è Fabiana Dadone, già parlamentare e due volte Ministra, la cui storia personale e legata al suo impegno nel sociale è stata poco raccontata”, si legge. “Da ragazza è stata impegnata nel combattere la tratta per scopi sessuali facendo volontariato nelle strade a supporto di tante donne distrutte dalla malvagità umana. Era in strada, in quelle notti buie cuneesi, per stare accanto a quelle donne. Non era un’attività’. Era una scelta di campo, era amore. Donne che a volte avevano bisogno di conforto, di una tazza di tè caldo”.
“Nel 2013, a soli 29 anni, entra in Parlamento e porta con se’ quella esperienza. Fa parte della Commissione Antimafia, come Presidente del Comitato sul Traffico di Esseri Umani, e ne firma la Relazione su mafie, migranti e tratta – uno degli atti più’ importanti della storia della Repubblica sul tema della violenza organizzata sulle persone.- si legge ancora – Nel 2019, nel Governo Conte 2, diventa Ministra per la Pubblica Amministrazione nel momento piu’ difficile per il Paese – il Covid – e cambia paradigma al settore facendo diventare lo smart working una strategia di futuro. Nel 2022 è ancora Ministra per le Politiche Giovanili nel Governo Draghi, con delega anche alle problematiche della droga e anche in questo ruolo si impegna nell’istituzione della Conferenza Nazionale sulle dipendenze. Ancora una scelta di campo verso chi ha bisogno a volte gli ultimi del nostro Paese”.
“E’ la storia di una donna che ha sempre scelto il lato piu’ difficile. Quello che non porta consenso immediato, ma lascia traccia. Ci sono riconoscimenti che che celebrano un risultato. E ce ne sono altri che custodiscono una memoria e, attraverso quella memoria, riaffermano valori che appartengono a tutti. Quella della Dadone è una bella storia italiana al servizio degli ultimi e del Paese”. Ecco la motivazione: “Per l’impegno umano, civile e istituzionale profuso nella tutela della dignità della persona, nel contrasto alla tratta e allo sfruttamento degli esseri umani e nella promozione di politiche orientate all’inclusione e alla solidarietà sociale. Dall’attività di volontariato svolta in giovane età accanto alle donne vittime di sfruttamento, al percorso parlamentare e agli incarichi ricoperti come Ministra per la Pubblica Amministrazione nel Governo Conte II e Ministra per le Politiche giovanili nel Governo Draghi, Fabiana Dadone ha testimoniato una costante attenzione verso le persone più vulnerabili, traducendo i valori della solidarietà e della giustizia sociale in responsabilità e azione istituzionale”.