Dopo il polverone sollevato dall’intervista di Pierluigi Diaco all’ex prete Alberto Ravagnani, anche ‘Le Iene’ tornano sul caso interpellando il giornalista e conduttore di ‘BellaMa’. Raggiunto telefonicamente da Gaston Zama, Diaco racconta la sua versione dei fatti, rivelando anche che l’ex sacerdote sarebbe stato a conoscenza di che tipo di intervista sarebbe stata.
Ravagnani, ha spiegato, “era ospite di un talk che nasceva dal fenomeno di tanti preti, che sono ancora dentro il sacerdozio, che sono diventati delle star sul web”, mentre lui, invece, “è venuto meno, con una scelta immagino molto profonda, alla tonaca e al sacerdozio, ha reso pubblica questa cosa attraverso un libro e ne ha fatto una narrazione mediatica. E grazie a questo è stato chiamato a ‘Ballando con le stelle’. Nel momento in cui tu narri una cosa così profonda, che ha a che fare con il rapporto con Dio, con la tua comunità, con te stesso, io penso che sia del tutto naturale a un ex prete chiedere ‘perché non sei stato casto?'” ma anche “se è attratto da un uomo o da una donna. Tra l’altro mi sembra una domanda, nel 2026, talmente innocua…”, le parole di Diaco, che ha continuato: “Io sono unito civilmente al mio compagno, sono cattolico, sono un conservatore e ritengo del tutto normale sia amare un uomo e amare una donna. Nel momento in cui mi trovo un sacerdote che dichiara sperimentare per la prima volta nella sua vita il rapporto con la sessualità, da giornalista faccio una domanda che qualsiasi giornalista avrebbe fatto, se è un giornalista”.
“Io l’ho convocato in camerino – ha detto il conduttore alle Iene -, cosa che non faccio mai con gli ospiti, ma mi sembrava giusto perché mi avevano detto che lui non sapeva in quale trasmissione andasse. Quindi magari non mi conosceva, non conosceva il programma… L’ho convocato e gli ho detto che tipo di intervista sarebbe stata e che sarebbe stata un’intervista tosta, sincera e che mi aspettavo che lui fosse altrettanto con me fosse sincero con me. Lui mi ha convenuto e siamo andati in onda”.
E ancora: “Li ha toccati lui gli argomenti dell’eros, della castità, della sessualità. Non li ho toccati io. Lui ha fatto la scelta artistica di ballare, il ballo è una forma d’arte che naturalmente porta con sé la sensualità e ogni clip di quella trasmissione è accompagnata all’inizio da uno speech personale, intimo, che riguarda la vita del protagonista e questi aspetti sono usciti tutti. Quindi io, attenendomi a questa narrazione, ho fatto delle domande. Che poi siano piaciute o meno, le persone sono libere di esprimere quello che vogliono”.
Dopo le polemiche su giornali e social, Diaco aggiunge che “rispondo alla mia coscienza e al pubblico a cui mi rivolgo e, quindi, all’azienda per cui lavoro”. E alla domanda se è stato richiamato dai vertici Rai, il conduttore risponde: “Nessuno, assolutamente… E perché dovrei essere stato richiamato? Ma casino di che cosa? La bolla del niente che sono i social? Ma di che parliamo?”. Dispiaciuto per Ravagnani? “No, francamente no. Io ho fatto il mio mestiere, sono stato molto cortese con lui e chiaramente sincero con lui, perché non amo l’ipocrisia”. E alla domanda se per ipocrisia intenda la mancata dichiarazione sull’orientamento sessuale dell’ex prete, il conduttore risponde: “No, non c’entra niente. Ognuno ha i suoi tempi interiori per fare quello che vuole, dichiarare quello che vuole. Io mi attengo alla deontologia professionale… Cioè un ex prete avrà vissuto la castità se ha fatto il sacerdote. Ed è interessantissimo chiedere a un ex sacerdote come vive l’incontro con la sessualità e con l’eros…Mi sembra giornalisticamente inattaccabile”.