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France Odeon 2026: Nicole Garcia e Charline Bourgeois-Tacquet trionfano alla XVIII edizione

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Nicole Garcia porta a casa il Premio Foglia d’Oro con Milo / 7h40 ce matin-là, mentre Charline Bourgeois-Tacquet conquista il Premio Speciale della Giuria con La vie d’une femme. Si chiude così a Firenze la diciottesima edizione di France Odeon, il festival del cinema francese diretto da Francesco Ranieri Martinotti, che ha animato la città dal 28 ottobre al 1° novembre 2026 con cinque giornate di proiezioni, incontri e appuntamenti culturali.

Un’edizione dominata dagli sguardi femminili, capace di mettere al centro della selezione le contraddizioni della società contemporanea con sensibilità e originalità. Il cinema al femminile ha fatto da filo conduttore, dai film in concorso agli incontri con il pubblico, fino alla scelta della giuria di chiudere la cerimonia con una frase attribuita a Shakespeare, ritrovata su un portone fiorentino: Chiudete le porte allo spirito di una donna e quello uscirà dalla finestra, mettetelo sotto chiave e passerà per il buco della serratura.

Nicole Garcia e il Premio Foglia d’Oro

Il principale riconoscimento del festival, il Premio Foglia d’Oro – Giusto Manetti Battiloro, è andato a Milo / 7h40 ce matin-là di Nicole Garcia. Il trofeo, in cristallo e foglia d’oro realizzato dalla storica manifattura fiorentina, premia un film che la giuria ha definito capace di tradurre una vicenda personale in un racconto di intensa forza espressiva.

La giuria, composta da Valeria Golino, Marco Bechis, Federica Pontremoli, Ena Marchi e Salvo Bitonti, ha motivato il premio con queste parole: La Giuria premia Milo di Nicole Garcia per l’originalità della visione registica, la capacità di tradurre una vicenda personale ma universale in un racconto di intensa forza espressiva. Ripercorrendo il momento storico delle lotte rivoluzionarie degli anni Settanta e Ottanta in Francia, il film colma l’assenza di una maternità attraverso un nuovo sguardo, ritrovato e consapevole di un tempo che non è passato invano.

Visibilmente commossa alla cerimonia, Garcia ha ricordato anche Aldo Tassone, figura fondamentale per la diffusione del cinema francese in Italia e per la nascita del festival. Sono davvero molto emozionata perché conosco e amo questo festival da tantissimo tempo, ha detto la regista. Il film non è ancora uscito in Francia, siamo soltanto all’inizio della promozione, e questo premio mi dà fiducia. Garcia ha poi sottolineato il valore degli scambi culturali tra i due paesi: Quello che ho vissuto qui mi ha mostrato ancora una volta quanto siano comuni le nostre sensibilità. In un mondo così cupo è qualcosa di prezioso, un modo virtuoso di vedere un’Europa che continua a stare in piedi.

Charline Bourgeois-Tacquet e il Premio Speciale della Giuria

Il Premio Speciale della Giuria è andato a La vie d’une femme di Charline Bourgeois-Tacquet, con Léa Drucker protagonista. La giuria ha premiato l’originalità dello sguardo narrativo sul mondo femminile contemporaneo e la capacità dell’attrice di restituire con intensità e autenticità la complessità del personaggio.

Già ospite di France Odeon con il suo primo lungometraggio, Bourgeois-Tacquet ha accolto il riconoscimento con sorpresa: Sono profondamente emozionata di ricevere questo premio: di questo festival amo l’accoglienza, il modo in cui vengono valorizzati i film e il rapporto con il pubblico. Essere qui rappresentava già di per sé un premio. La regista ha poi riflettuto sulle condizioni della produzione cinematografica: Noi francesi siamo profondamente nutriti dal cinema italiano, così come il cinema francese continua a essere un riferimento importante. Oggi abbiamo ancora la fortuna di poter realizzare film in condizioni favorevoli, ma sono condizioni sempre più minacciate. Proprio per questo è fondamentale che esistano festival come France Odeon.

Gli altri premi: giovani giurati, pubblico e nuovi talenti

Il Premio Foglia d’Oro dei Giovani è andato a Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, con Alba Rohrwacher e Vincent Lindon. A sceglierlo è stata la Giuria dei Giovani, composta da sette studenti del Liceo Internazionale Machiavelli di Firenze, coordinata da Anna Margherita Vallaro. I ragazzi hanno premiato la capacità del film di raccontare il difficile equilibrio tra ambizione professionale e vita affettiva, con una motivazione che ha toccato anche la loro dimensione personale: Quello che ci auguriamo è di non dover mai sacrificare la nostra umanità e gli affetti a noi più cari per affermarci a titolo professionale. La stessa giuria ha assegnato una menzione speciale a La Gradiva di Marine Atlan, per la capacità di raccontare le fragilità dell’adolescenza attraverso un linguaggio visivo originale, sullo sfondo di una Napoli lontana dagli stereotipi.

La Gradiva ha ricevuto anche il Premio Sguardi Mediterranei, ideato dal presidente di France Odeon Enrico Castaldi per valorizzare opere capaci di raccontare l’incontro tra culture e identità nel bacino del Mediterraneo. Il Premio del Pubblico è andato invece a Les Misérables di Fred Cavayé, con Vincent Lindon nel ruolo di Jean Valjean, scelto attraverso i voti degli spettatori delle quattro giornate di proiezioni.

Riconoscimenti anche per i giovani artisti coinvolti in Ritratti due volte, progetto alla sua prima edizione che ha portato undici studenti delle Accademie di Belle Arti italiane a ritrarre dal vivo i protagonisti del festival. A valutare le opere è stato Clet Abraham, artista noto per i suoi interventi nello spazio urbano, che ha assegnato il premio ex aequo a due partecipanti. Ho cercato di individuare alcuni punti chiave: l’aspetto artistico, creativo e originale, quello tecnico e soprattutto la capacità del ritratto di parlare della persona rappresentata, ha spiegato Abraham.

Debutta infine il Premio Generazione Cinéphile, evoluzione del progetto dedicato ai giovani blogger e aspiranti critici cinematografici attivo dal 2017. Coordinato da Atena Forconi, il percorso ha coinvolto undici partecipanti in una masterclass di critica e scrittura cinematografica tenuta dalla giornalista Ginevra Barbetti. Il primo premio è andato a Emily Best, premiata per la capacità di trasformare la parola scritta in un’immersione sensoriale, fondendo rigore analitico e ritmo visivo.

Una selezione tra classici e nuovi autori

Il programma della XVIII edizione ha attraversato generi e generazioni, dalla pre-apertura dedicata a Brigitte Bardot con la proiezione di Le repos du guerrier di Roger Vadim, fino alle opere dei grandi autori contemporanei. Tra i film presentati, Ni vue, ni connue di Marc Fitoussi con Isabelle Huppert e Sandrine Kiberlain, L’objet du délit di Agnès Jaoui, La troisième nuit di Daniel Auteuil e la commedia Le rêve américain di Anthony Marciano. Spazio anche a Notre salut di Emmanuel Marre e a un convegno internazionale sull’intelligenza artificiale e l’equo compenso, con il confronto tra le esperienze della SIAE e della SACD.

L’edizione ha celebrato anche quarant’anni di cinema francese a Firenze, nel segno della continuità con France Cinéma, la manifestazione nata nel 1986 grazie all’intuizione di Aldo Tassone, Françoise Pieri e Daniel Arasse. Il prossimo appuntamento è fissato a Firenze nel 2027, per la XIX edizione. Il sito ufficiale del festival è www.franceodeon.com.

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