Medico oncologo per decenni tra Europa e Stati Uniti, François Reboul ha scelto il lockdown del 2020 per tornare a fare ciò che sognava a quindici anni: dipingere. Oggi vive e lavora a Venezia, e la sua mostra personale From Chaos to Freedom, aperta fino al 22 novembre 2026 presso Spazio SV nell’ex Scoletta di San Zaccaria, racconta questa trasformazione attraverso un corpus di opere che mettono in dialogo caos, gesto e libertà.
La storia di Reboul ha un paradosso al centro. Dopo una carriera dedicata a comprendere e affrontare l’incertezza della malattia, l’artista francese ha scelto di fare dell’imprevisto il motore della propria pittura. Entra in atelier senza un progetto definito, genera deliberatamente il disordine attraverso il colore e il gesto, poi osserva, seleziona, interviene. A volte distrugge e ricomincia. Dipingo per scoprire qualcosa che ancora non conosco, racconta.
Un percorso che viene da lontano
Il rapporto di Reboul con l’arte non nasce dal lockdown. Risale agli anni Sessanta, quando un viaggio solitario di tre mesi negli Stati Uniti — ispirato dalla visione del film América insólita insieme al padre — lo mise a contatto diretto con la scena artistica di New York. Musei, gallerie, il fermento culturale della città: tutto lasciò un segno profondo. Al ritorno in Francia, però, scelse la medicina, seguendo le orme del padre Georges Reboul, uno dei pionieri della radioterapia moderna in Francia e fondatore dell’Institut Sainte-Catherine di Avignone.
La pittura rimase sullo sfondo per decenni. Parallelamente alla carriera medica, Reboul coltivò la fotografia e viaggiò a lungo in Giappone, India, Cina e Sud America. Poi, nel 2020, la domanda che ha cambiato tutto: cosa volevo diventare a quindici anni? La risposta era semplice. In tre mesi dipinse oltre duecento opere. Da allora non ha più smesso.
Come nasce una tela
Reboul lavora direttamente sulla tela, senza disegni preparatori. Il punto di partenza è un solo colore, a cui ne aggiunge altri due o tre al massimo. Le pennellate si sovrappongono, si interrompono, accelerano o rallentano. La superficie conserva le tracce di ogni passaggio. Il riferimento dichiarato è la grande tradizione dell’Espressionismo Astratto americano — Willem de Kooning, Joan Mitchell, fino alla più contemporanea Cecily Brown — ma il suo lavoro non cerca di ricostruire quel linguaggio. Lo usa come punto di partenza per una ricerca personale.
Per Reboul la libertà non coincide con l’assenza di controllo. È piuttosto la disponibilità ad abbandonare ciò che si conosce per lasciare emergere qualcosa di inatteso. La cosa più essenziale della vita, se voglio liberarmi dal caos, è la libertà nelle opere. È una necessità per tendere verso la serenità, spiega l’artista. Da qui il titolo della mostra.
La mostra a Spazio SV
From Chaos to Freedom è la seconda parte di un progetto espositivo avviato con Beyond Chaos, curato da Vittoria Brachi, storica dell’arte e curatrice indipendente. La mostra si sviluppa sui due livelli di Spazio SV e ha come protagonisti due grandi dittici di recente realizzazione.
Al piano terra, una grande composizione è dominata da campiture dorate attraversate da energiche pennellate di blu cobalto. La pittura sembra oltrepassare i confini fisici della tela. Al piano superiore il registro cambia: rossi profondi, blu e violacei entrano in dialogo con segni neri e avorio, creando una superficie più intensa e drammatica. Come osserva la curatrice Brachi, la libertà evocata dal titolo non è soltanto un esito formale, ma una dichiarazione poetica che mette in relazione arte e vita.
Attorno ai due dittici sono organizzate opere di diversi formati, provenienti anche da cicli precedenti. Due paesaggi visivi distinti, ma parte dello stesso percorso.
L’atelier a Cannaregio
La mostra si può completare con una visita all’atelier dell’artista, ricavato in uno spazio recuperato da un cantiere a Cannaregio, in Calle Zoccolo. È il luogo in cui le opere prendono forma ogni giorno, in dialogo con la materia, il tempo e la luce veneziana. La visita è su appuntamento.
From Chaos to Freedom è aperta fino al 22 novembre 2026 presso Spazio SV, Campo S. Zaccaria 4693, Venezia. Maggiori informazioni su www.francoisreboul.com.