Rispetto delle regole, uguaglianza, solidarietà, legalità. Sono i principi della Costituzione italiana che CONI e Fondazione Nazionale tra i Cavalieri di Gran Croce hanno deciso di portare dentro le palestre, i campi da gioco e gli spogliatoi. Il veicolo è il Manifesto dei valori costituzionali e lo sport, presentato oggi a Roma in occasione del Consiglio Nazionale del Comitato Olimpico.
L’iniziativa nasce dall’accordo tra le due istituzioni e punta a fare dello sport uno strumento concreto di educazione alla cittadinanza, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. Il documento mette in relazione i principi fondamentali della Carta con i valori che ogni giorno trovano espressione nell’attività sportiva: lealtà, impegno, partecipazione, responsabilità. Non un elenco astratto, ma un invito a tradurre quei principi in comportamenti quotidiani, dentro e fuori dal campo di gara.
Lo sport entra in Costituzione dal 2023
Il Manifesto si inserisce in un percorso già avviato sul piano normativo. Dal 2023, la modifica dell’articolo 33 della Costituzione riconosce espressamente il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme. Un riconoscimento che ha aperto la strada a iniziative come questa, che cercano di dare contenuto concreto a quella norma.
Il documento richiama una serie di articoli della Carta: dalla sovranità popolare e la partecipazione dell’articolo 1 alla dignità della persona dell’articolo 2, dall’uguaglianza dell’articolo 3 al principio di legalità dell’articolo 25, fino alla tutela dell’istruzione dell’articolo 34 e alla partecipazione democratica degli articoli 1 e 48. Un filo che attraversa l’intera architettura costituzionale e che il Manifesto prova a collegare all’esperienza sportiva.
Una scuola di vita, non solo di vittorie
Claudio Gorelli, presidente della Fondazione Nazionale tra i Cavalieri di Gran Croce, ha spiegato il senso dell’iniziativa con parole dirette: Lo sport non è soltanto competizione, vittoria, ricerca del risultato. È una scuola di vita, un luogo in cui si impara a rispettare le regole, a riconoscere il valore degli altri, ad affrontare le difficoltà e a comprendere che il successo autentico nasce dall’impegno, dalla disciplina, dalla capacità di non arrendersi.
Gorelli ha poi sottolineato il legame tra regole sportive e regole democratiche: Come nella vita democratica le regole garantiscono diritti e responsabilità, così nello sport rendono possibile una competizione leale. È proprio il rispetto delle regole che costituisce il legame essenziale tra sport e Costituzione. Ha aggiunto anche una riflessione sul sistema scolastico: I nostri giovani non hanno avuto nella scuola dell’obbligo la possibilità di fare riflessioni sulla Costituzione, in quanto la materia specifica era stata eliminata e, per fortuna, di recente riproposta.
Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, ha ribadito la funzione educativa dello sport: Lo sport rappresenta uno straordinario strumento di educazione e di crescita, capace di tradurre i principi della nostra Costituzione in esperienze e comportamenti concreti. Con questo Manifesto rafforziamo questo legame affinché lo sport continui ad essere, soprattutto per le giovani generazioni, una scuola di vita e di cittadinanza attiva.
Il Manifesto nei luoghi dello sport
L’obiettivo pratico è che il documento venga esposto nelle strutture sportive di tutta Italia, diventando un riferimento visibile per atleti, allenatori e famiglie. Un modo per ricordare, ogni volta che si entra in una palestra o si scende in campo, che le regole del gioco e le regole della convivenza civile parlano la stessa lingua.