HomeUltima OraBayram torna al Maxxi: 60 ospiti, 2mila prenotazioni e "shock immaginativo"

Bayram torna al Maxxi: 60 ospiti, 2mila prenotazioni e “shock immaginativo”

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Una giornata con circa sessanta ospiti, tre percorsi paralleli tra scienza, cultura, tecnologia e geopolitica e, alla fine, il lancio di un vero e proprio “Ministero del Futuro”. Torna sabato 10 ottobre al Maxxi di Roma Bayram – Il tempo della cosmopolitica, la manifestazione ideata e diretta da Sebastiano Caputo che, dopo la prima edizione del 2025, sceglie quest’anno come titolo “Il salto quantico”.

Il programma è stato presentato oggi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. L’evento, gratuito previa registrazione, ha già superato le duemila prenotazioni e porterà nelle tre sale principali del Maxxi scienziati, artisti, filosofi, fisici, informatici, scrittori, imprenditori, giornalisti, teologi e musicisti. Circa la metà degli ospiti avrà meno di 42 anni.

Dopo la “generazione cosmica” chiamata a raccolta nella prima edizione, Bayram prende questa volta in prestito il linguaggio della fisica quantistica per affrontare la discontinuità e l’uscita dai vecchi schemi, provando a leggere il futuro non come qualcosa di già scritto ma come un insieme di possibilità.

“Questa edizione è il consolidamento di una comunità che si proietta già verso la sua terza edizione”, ha spiegato Caputo, parlando di una “maratona culturale segnata da immersività, futurologia e shock immaginativo”. “La scorsa edizione ci muovevamo nel campo semantico del celeste, ora andiamo in quello della fisica quantistica e del mondo immateriale. Dopo aver radunato la generazione cosmica ora la chiamiamo al salto quantico”.

Il programma mette insieme discipline apparentemente lontane: poesia e intelligenza artificiale, danza e geopolitica, nucleare e spiritualità, guerra cibernetica e futuro del giornalismo. La meccanica quantistica diventa così sia un tema concreto di discussione, dalla computazione alla sicurezza, sia una metafora di una società sempre meno leggibile attraverso categorie rigidamente binarie.

Il progetto più ambizioso verrà però presentato nella parte conclusiva della giornata: il “Ministero del Futuro”, promosso da Caputo insieme a Marco Bassan, ideatore e direttore scientifico della School of Vision e fondatore di Spazio Taverna.

Non un ministero in senso istituzionale, almeno per ora, ma un laboratorio che punta a mettere allo stesso tavolo futurologi, scrittori, filosofi, artisti e scienziati insieme a economisti, giuristi ed esperti di politica e finanza, con l’obiettivo di elaborare strumenti per affrontare l’incertezza prima che le trasformazioni diventino emergenze.

“Come tutte le cose serie, il Ministero del Futuro è una provocazione”, ha spiegato Bassan. Oggi, osserva, il futuro viene analizzato soprattutto “attraverso gli strumenti della statistica, dell’economia e dell’osservazione del passato”. L’ambizione è invece creare “un’organizzazione capace di produrre strumenti di orientamento altrettanto vitali per la società di quelli messi a disposizione da istituzioni come Istat o Banca d’Italia”, partendo però dall’immaginazione di mondi possibili e dalla capacità di elaborare soluzioni nuove.

Secondo Bassan potremmo trovarci all’inizio di “una nuova età assiale”, nella quale morale, filosofia e politica saranno costrette a ridefinire alcune delle proprie coordinate fondamentali. Per questo, sostiene, occorrono nuovi luoghi di ricerca e confronto capaci di far dialogare discipline e visioni differenti.

Al termine di Bayram dovrebbe partire il primo programma di ricerca del Ministero del Futuro, mentre verrà elaborata anche una prima ipotesi di struttura organizzativa. L’idea dichiarata è quella di creare inizialmente un soggetto autonomo che possa sviluppare metodi e conoscenze e, nel tempo, trovare eventualmente spazio anche all’interno delle istituzioni.

Alla presentazione in Campidoglio sono intervenuti anche l’assessore alle Politiche Giovanili di Roma Capitale Lorenzo Marinone e il consigliere del ministero della Cultura per l’innovazione digitale Guerino Nuccio Bovalino.

Per Marinone, iniziative come Bayram contribuiscono al percorso attraverso il quale Roma sta cercando di rafforzare il proprio profilo internazionale, mettendo insieme “energie e intelligenze” appartenenti a generazioni diverse.

Bovalino ha invece definito Bayram , accomunati dalla volontà di “comprendere la rivoluzione tecnologica per riuscire a guidarla e non subirne passivamente i processi”. Un’impostazione che, secondo il consigliere del Mic, presenta affinità con il Piano Olivetti e con l’obiettivo di riportare la persona al centro delle grandi trasformazioni tecnologiche.

La seconda edizione di Bayram si svolgerà al Maxxi dalle 10 alle 21. L’iniziativa è organizzata dal Gruppo Editoriale Magog in collaborazione con Dissipatio e gode, tra gli altri, del patrocinio del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, del ministero della Cultura, della Regione Lazio e di Roma Capitale.

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