“La campagna presidenziale si giocherà tra l’estrema destra e la France insoumise. Tra i centristi che governano non è rimasto più granché da proporre e nemmeno nella sinistra socialista che ha governato in passato, portando anch’essa a un vicolo cieco”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Enzo Blanchard, responsabile allo sviluppo della France Insoumise in Nouvelle Aquitaine. Secondo il militante, originario di una delle regioni del sud-ovest messe in ginocchio dagli incendi estivi, la sfida si giocherà soprattutto nelle zone rurali, dove l’elettorato della candidata del Rassemblement National Marine Le Pen è molto forte. Blanchard prende ad esempio l’esplosione dei costi della benzina e del gasolio, che in Francia sono arrivati rispettivamente al prezzo record di 2,20 e 2,40 euro al litro. “L’aumento dei prezzi alla pompa interessa in primis le campagne. Noi vogliamo plafonarli”, spiega. Riprende le parole del candidato Jean-Luc Mélenchon che, in conferenza stampa poche ore prima, ha sottolineato come il partito voglia “ritornare a 1,70 euro al litro con ogni mezzo possibile”.
L’economia e le finanze dei francesi (in particolare il potere d’acquisto) sono il primo tema d’interesse per il partito: “Il nostro obiettivo principale è aumentare gli stipendi, per far sì che le persone possano avere una vita dignitosa. Ci sono quasi 10 milioni di persone oggi nel Paese che vivono al di sotto della soglia di povertà”, dice Blanchard. L’economia è seguita dall’ecologia che, come sottolineato in conferenza stampa, aprirà il programma di Lfi, che sarà ufficialmente pubblicato il 6 novembre. “Lo abbiamo visto con gli incendi di quest’estate, con le alluvioni, con le siccità. C’è davvero un’urgenza, non abbiamo più il tempo di adattarci perché il cambiamento climatico è già qui e le prime a pagarne le conseguenze sono le persone più modeste, le classi popolari e i ceti medi”, aggiunge il militante.
In mattinata le priorità del partito sono state difese da Jean-Luc Mélenchon sullo sfondo di un’attualità internazionale che definisce “d’emergenza”. Facendo riferimento al discorso del presidente Usa, Donald Trump davanti all’Assemblea generale dell’Onu il giorno prima, il candidato Lfi definisce gli Stati Uniti come “una potenza pericolosa” e sottolinea invece di sostenere la posizione dell’attuale presidente francese Emmanuel Macron. Macron ha incontrato alla fine della scorsa settimana il premier canadese Mark Carney nell’arcipelago francese di Saint-Pierre e Miquelon, a 25 chilometri dalle coste canadesi: questo e altri territori francesi erano infatti stati inglobati in una carta, pubblicata da Trump sul suo social media Truth, in cui tutto il Nord e Centro America erano coperti da una bandiera Usa. Una mossa che Mélenchon ha definito “imperialista”.
La giornata di mercoledì, apertasi con la conferenza stampa della France Insoumise, si chiuderà invece con il primo dibattito tra i candidati socialisti alle presidenziali. I candidati si affronteranno in una primaria (da cui Lfi è esclusa) per entrare in campagna elettorale con un solo e unico candidato. “Per le elezioni legislative del 2024, La France Insoumise ha teso la mano ai socialisti e ha riunito tutte le forze di sinistra intorno a sé per creare un fronte comune”, dice Blanchard. “Nessuna mano verrà tesa nel 2027. Non ci preoccupiamo troppo delle vecchie organizzazioni politiche che sono autoreferenziali e che pensano solo a loro stesse”. (di Veronica Gennari)