Una lunga, lunghissima lettera indirizzata al figlio Maffeo, ‘una piccola mappa che ti aiuti a orientarti tra i vari incroci di una complessa storia secolare con cui, crescendo, dovrai fare i conti. Prendilo come un regalo, hai solo sei anni e forse, quando arriverà il momento opportuno e avrai voglia di sapere io non ci sarò più’. Un libro testamento, un libro- confessione, ‘La bellezza nel destino. Le api, il principe, l’eredità della famiglia Barberini‘ (Sperling & Kupfer), quello scritto da Urbano Barberini, Riario Sforza Colonna di Sciarra, discendente da papi e cardinali, attore, regista, mecenate, infaticabile paladino di cause ambientali, sempre a difesa del patrimonio storico- archeologico, in parte appartenuto anche alla sua insigne famiglia. Un nome importante quello del piccolo Maffeo a cui è dedicato il libro. Lo precisa nelle prime pagine l’illustre genitore: ‘Il tuo nome per esteso è Maffeo, Taddeo Maria, Francesco Riario Sforza Barberini Colonna di Sciarra, per diritto ereditario Patrono del Baliaggio di San Sebastiano della famiglia Barberini nello Smom, una sorta di ente morale che Papa Urbano VIII ha creato per il ramo primogenito della nostra famiglia’.
Pubblico e privato convivono all’interno di un racconto, che non è soltanto la storia di una famiglia e di oltre ‘quattro secoli di sfide, passioni, trionfi e cadute’, ma quella di un intero Paese. Urbano Barberini Riario Sforza Colonna di Sciarra vanta quattro papi, Sisto IV, promotore della Cappella Sistina, affrescata da Michelangelo su commissione di suo nipote, papa Giulio II, accanto a Martino V e Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, ‘padre del barocco’. “Un libro che è il racconto di una famiglia, di uomini e donne che hanno ispirato il mio percorso di uomo – rivela all’Adnkronos Urbano Barberini– Soprattutto i mie antenati come Maffeo Barberini, un parvenu, figlio di commercianti di stoffe, papa a 55 anni, per 22 sul soglio pontificio, operò affinchè Roma acquisisse centralità in Europa attraverso l’arte e la cultura, coinvolgendo in opere straordinarie grandi maestri come Bernini e Borromini. Mi piacerebbe che mio figlio – aggiunge – potesse trovare nelle pagine di questo libro il punto di partenza per conoscere la storia della nostra famiglia, le vicende legate a personalità come quelle del mio bisnonno Maffeo Barberini Colonna di Sciarra, fondatore del quotidiano ‘La tribuna‘, a cui collaborarono Gabriele D’Annunzio e Grazia Deledda, un grande intellettuale, fece costruire la Galleria Sciarra e il Teatro Quirino. Si impegnò perchè Roma si trasformasse nella nuova capitale d’Europa. Pagò a caro prezzo molte delle sue iniziative. Un vinto, diversamente da papa Urbano, un uomo vincente”.
Nel libro Urbano Barberini ripercorre anche la sua carriera di attore al cinema e a teatro (ha lavorato, tra gli altri, con Claudio Risi, Franco Zeffirelli, Dario Argento, Patroni Griffi, Carlo Lizzani, Daniele Falleri), e ricorda Franca Valeri, attrice, regista, drammaturga, sceneggiatrice (il primo lavoro insieme, ‘Mal di Madre‘). “Siamo stati insieme 25 anni, 25 anni magnifici condividendo il palcoscenico con 7 spettacoli e oltre mille repliche- ricorda ancora Urbano Barberini– Ho imparato da lei quello che ho sempre definito una ‘postura esistenziale’, Franca mi ha insegnato a stare al mondo. Era una donna piena di dignità, di onesta intellettuale, di una forza morale rara”.
‘La bellezza nel destino‘ sarà presentato a Roma, il 18 settembre alla Curia Julia da Simone Quilici, direttore del Parco Archeologico del Colosseo e Barbara Palombelli (l’attore Stefano Santospago leggerà alcuni brani del libro). Urbano Barberini è stato insignito da Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera lo scorso 31 luglio, giornata del compleanno di Franca Valeri, della Medaglia della Camera dei Deputati per meriti artistici e culturali. “Un riconoscimento – si legge nella motivazione- al suo percorso di interprete poliedrico, al suo legame artistico e umano con Franca Valeri e al suo costante impegno nel valorizzare l’eredità culturale dell’attrice e promuovere la funzione civile e sociale dello spettacolo dal vivo’.
Tra le ultime ‘battaglie’ vinte, dopo aver scongiurato l’insediamento di una discarica a Corcolle accanto a Villa Adriana, quella di aver favorito il restauro di Ponte Lupo. “Il ricavato del libro – annuncia l’autore- vanno all’Associazione Ponte Lupo– Il Gigante dell’Ets, che si occupa di promozione culturale e sociale nel VI municipio- L’acquedotto di Ponte Lupo, il più antico dei ponti romani, risalente al 1044 a.C. era in stato di assoluto abbandono ed è stato restaurato grazie ai fondi del Pnrr e alla concreta volontà della soprintendenza. In questo modo è stato scongiurato il crollo della parte più antica del Ponte, che riaprirà al pubblico in sicurezza e con una maggiore fruibilità. Il prezioso volume si conclude con una commovente dedica al piccolo Maffeo: “Ti auguro di imparare e di restituire, di ascoltare e riferire, di apprezzare la parola e il silenzio, la lentezza e la parsimonia e soprattutto di cercare la bellezza”, scrive Urbano Barberini.