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‘Il maestro del Duce’, nuovo romanzo di Alessandro Di Nuzzo

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Si intitola “Il maestro del Duce” il nuovo romanzo di Alessandro Di Nuzzo in uscita mercoledì 2 settembre da Bompiani (pagine 368, euro 20.00): racconta un anno di scuola straordinario, il 1937, in cui un maestro – venuto dal nord e convintamente fascista – si scontra con la povertà di un piccolo paesino sperduto e abbandonato, Morra Terzana, e con una classe di ragazzini diffidenti e senza regole. Qui impareranno, tutti e insieme, cosa c’è oltre la propaganda e i proclami. E in quel luogo costruiranno qualcosa di molto prezioso: la loro identità.

“In realtà Morra Terzana, il paese in cui è ambientata la storia, non è un luogo definito e individuabile sulla cartina. È un sud italiano, emblematico nel suo essere “profondo sud”, lo stesso da cui provenivano i miei nonni: il sud degli ultimi, lontano da tutto, cristallizzato in una condizione di povertà e allo stesso tempo di autenticità.” Così Di Nuzzo inizia a raccontare da dove viene l’idea del libro. “Credo che i temi di questa storia siano essenzialmente due. Il primo riguarda la felicità, che può nascere solo nella libertà. Il secondo riguarda la coscienza, quindi la morale, il modo in cui ci comportiamo verso gli altri. E qui potremmo dire che questa è una storia sulla responsabilità individuale. Tu puoi fare anche grandi errori in certi momenti della tua vita, più o meno indotti dalle circostanze, dall’ambiente in cui sei cresciuto, dalla tua inconsapevolezza ma il solo modo di ripararli è di assumersene la piena responsabilità e da lì ripartire”, afferma Di Nuzzo, spiegando il focus del suo racconto, ambientato nel settembre del 1937 dove il giovane maestro Guido Centofanti scrive la prima riga del suo diario: “Domani è il primo giorno. E io sento tutta l’emozione di un primo giorno, non già di scuola, ma di una nuova vita.” Un lungo viaggio lo conduce tra le montagne del Cilento, dove lo attende la classe elementare in cui assumerà il suo primo incarico. Lui stesso ha scelto di essere mandato in una “sede disagiata” perché animato dal desiderio di servire al meglio l’Italia fascista, secondo i precetti del Libro unico attraverso cui il duce intende plasmare il suo popolo fin dall’infanzia. Ma presto il maestro si trova a fare i conti con una realtà ben diversa. A Morra Terzana, infatti, l’eco dei discorsi del duce si spegne nella miseria antica che abita il paese, e nell’unica aula della scuola manca tutto: il ritratto di Mussolini, l’inchiostro per scrivere… e anche gli alunni, impegnati nei campi insieme ai genitori. Inizia così per il maestro un anno eccezionale, durante il quale dovrà andare a cercare i suoi allievi a uno a uno, trovare una lingua per parlare con loro e conquistarli. E così facendo scoprirà – proprio lui, che tutti chiamano ’gnor mae’, signor maestro – di avere ancora tutto da imparare; quali sono i veri amici e quali i nemici, quanta umanità si nasconde dentro ciascuno dei suoi alunni, quanto turbamento può portare nel cuore l’incontro con una giovane donna selvatica e analfabeta ma piena di vita.

“La storia del maestro elementare Guido Centofanti inviato in paesino del Sud Italia nell’anno scolastico 1937-38, è di fantasia. Però è basata su fonti e testimonianze storiche precise. Alla base di tutto c’è una foto che trovai diversi anni fa in casa dei miei genitori e che ritraeva mio padre in divisa da balilla. Poi sono venute le letture dei saggi, dei memoriali, la visita alle mostre sul ventennio e sulla scuola fascista. La vera scintilla, però, è stata l’aver ritrovato, sui banchi dei mercatini di libri usati, il Libro Unico per la scuola elementare del ventennio. Insieme alle pagelle dell’epoca, ai quaderni”. Questo aggiunge l’autore sul libro che con una scrittura classica e insieme sorprendente ci racconta la storia di un giovane che negli anni più bui del Novecento riesce a scorgere la luce della libertà e per essa si scopre disposto a sacrificare ogni cosa. E, complice una felicissima vena narrativa, scrive il romanzo di formazione di un’intera nazione. La nostra.

Alessandro Di Nuzzo è nato a Reggio Emilia nel 1967. Giornalista, sceneggiatore di docufilm e autore di testi musicali, dal 2001 è responsabile editoriale di Aliberti Editore. Il suo primo romanzo, “La stanza del principe” (Wingsbert House-Aliberti, 2015), ha vinto il Premio Mazara del Vallo Opera prima.

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