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Christian Balzano porta I Are Border alla Gervasuti Foundation: il confine come condizione esistenziale

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Christian Balzano approda alla Gervasuti Foundation di Venezia con una mostra personale che espande la ricerca già avviata al Padiglione Tanzania. Dal 6 al 27 settembre, I Are Border occupa gli spazi di Cannaregio con installazioni, sculture e dipinti che trasformano il confine da limite geografico a spazio di relazione.

La mostra è il nono appuntamento di Diary, il programma di attivazioni che accompagna Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation, esposizione del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. La curatela è di Martina Cavallarin con Antonio Caruso, con il contributo di Camilla Ballesto.

Dal Padiglione Tanzania a un progetto autonomo

Balzano era già presente nel Padiglione con l’installazione La stanza del Matto. I Are Border sviluppa quel nucleo di ricerca in forma autonoma, approfondendo il tema del confine come condizione esistenziale piuttosto che come demarcazione politica o geografica. Identità, appartenenza e memoria si ridefiniscono continuamente attraverso l’incontro con l’altro, suggerendo una geografia fatta di relazioni più che di separazioni.

La ricerca artistica di Christian Balzano nasce da un’urgenza interiore di comprendere le dinamiche della società contemporanea, attraversando confini culturali, politici e religiosi, commenta la curatrice Martina Cavallarin. Utilizza segni, simboli e materiali eterogenei per costruire un linguaggio visivo aperto, interrogativo, mai definitivo. Non cerca risposte, ma spazi di riflessione.

Il Matto, il toro e i gong in alluminio

Al centro della mostra ritorna la figura del Matto, alter ego dell’artista e protagonista di un viaggio attraverso territori fisici e interiori. Vicino all’archetipo del trickster, il Matto attraversa i sistemi di potere senza appartenervi, incrina certezze consolidate e apre la possibilità di immaginare nuovi equilibri tra individui, comunità e culture.

Anche il titolo introduce una frattura deliberata. I Are Border — Io Siamo Confine — è un errore grammaticale che diventa dichiarazione poetica: l’identità non coincide mai con un soggetto isolato, ma prende forma nella pluralità delle relazioni che lo attraversano. Il confine smette così di essere linea di divisione per trasformarsi in uno spazio dinamico di negoziazione e riconoscimento reciproco.

Il percorso espositivo alterna dipinti, sculture e installazioni ambientali. Nei dipinti ricompare il toro, figura ricorrente nella poetica di Balzano, assunto come metafora delle forze che attraversano ogni frontiera. Le mappe tracciano geografie mobili, dove territori e appartenenze si sovrappongono e si trasformano. Una serie di gong in alluminio sospesi invita infine il pubblico a intervenire direttamente nell’opera, facendo dell’ascolto e del gesto elementi costitutivi dell’esperienza.

Inaugurazione il 5 settembre con visita guidata al Padiglione

L’apertura è fissata per sabato 5 settembre alle 18.30. L’inaugurazione sarà preceduta da una visita guidata con i curatori e l’artista all’interno di Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation, seguita dall’apertura della mostra alla Gervasuti Foundation at Supernova, in Fondamenta della Sensa, Cannaregio 3218/A.

La mostra resta aperta fino al 27 settembre, con orario 11.00–19.00 e chiusura il lunedì, eccetto il 7 settembre. L’ingresso segue gli orari della Gervasuti Foundation.

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