HomeCulturaIsole che Parlano compie trent'anni: musica, fotografia e tradizioni in Sardegna dal...

Isole che Parlano compie trent’anni: musica, fotografia e tradizioni in Sardegna dal 5 settembre

- Advertisement -

Trent’anni di festival, e la Sardegna torna a essere palcoscenico di un incontro tra tradizioni orali, avanguardia contemporanea e paesaggio. Isole che Parlano celebra la sua XXX edizione dal 5 al 13 settembre 2026 tra Palau, La Maddalena, Arzachena e Luogosanto, con un doppio appuntamento speciale il 19 e 20 settembre a Palau e Orgosolo. La direzione artistica è di Paolo Angeli e Nanni Angeli, l’organizzazione dell’Associazione Sarditudine.

Il festival non cambia la sua formula: concerti pensati in relazione ai luoghi che li ospitano, fotografia come strumento di memoria e denuncia, laboratori per bambini, degustazioni legate al territorio. Quello che cambia, per il trentennale, è l’ampiezza del programma e la presenza di una mostra fotografica che ripercorre tre decenni di esposizioni.

Le anteprime ad Arzachena e Luogosanto

Il festival apre sabato 5 settembre alla Tomba dei Giganti di Coddu Vecchju ad Arzachena con il duo Stranded Horse & Boubacar Cissokho (Francia/Senegal): voce, chitarra classica e kora intrecciano folk anglosassone, chanson francese e musica mandè in un dialogo maturato in oltre dieci anni di concerti, confluito nel nuovo album The Warmth You Deserve. L’appuntamento è preceduto da un’introduzione al sito a cura dell’archeologa Silvia Ricci.

Domenica 6 settembre il festival si sposta a Luogosanto. Al mattino, nella Basilica di Nostra Signora, i Sos Cantores de Cuglieri portano il Cantu a Cuncordu, tradizione polivocale maschile a quattro voci legata ai riti della Settimana Santa. Sul piazzale della Basilica, Gli Amici di Matteo – Campanari di Locusantu richiamano una pratica comunitaria che a Luogosanto accompagna da secoli la Festa Manna di Gaddura. Al tramonto, all’eremo di Santu Tranu, Ganna Gryniva (Ucraina) porta voce ed elettronica in un incontro tra canto tradizionale ucraino e composizione contemporanea, con estratti dall’album Utopia.

La sezione musicale: dal 10 al 13 settembre

Giovedì 10 settembre il programma entra nel vivo a Punta Tegge, La Maddalena, con Nuhara (Sicilia): il trio propone Rama, album d’esordio che rielabora canti della tradizione orale siciliana — incluse le raccolte di Alan Lomax degli anni Cinquanta — attraverso elettronica, strumenti tradizionali e avanguardia.

Venerdì 11 settembre è la giornata più densa. Nella Pineta di Palau Vecchio, Raphael Rogiński (Polonia) propone un solo di chitarra elettrica affidato all’improvvisazione. Al Faraglione, Rogiński torna in duo con il polistrumentista Iztok Koren (Slovenia) per Nocturnal Consolations, progetto di minimalismo ancestrale post folk. La sera, a Punta Palau/Porto Faro, Ana Lua Caiano (Portogallo) intreccia cante alentejano e free clubbing in paesaggi sonori costruiti dal vivo con sintetizzatori, drum machine e loop. A seguire, Los Sara Fontan (Catalogna), duo-orchestra con violino, batteria ed elettronica, porta ritmi irregolari, intrecci poliritmici e texture aperte all’improvvisazione.

Sabato 12 settembre la Chiesa Campestre di San Giorgio ospita l’incontro-lezione Otto Bassi con Pierpaolo Vacca, condotto da Paolo Angeli, seguito dal concerto in solo dell’organettista sardo. Vacca parte dalle tradizioni di Ovodda e proietta i suoni del passato nel presente attraverso wah wah e loop station. Nel pomeriggio, alla Roccia dell’Orso, torna Di Granito nella sua XXI edizione: la sonorizzazione itinerante vede protagonisti il Tenore Su Connottu e ‘Onne (Sardegna) e A Canturia di Tagliu (Corsica) in un confronto tra vocalità tradizionale, memoria orale e paesaggio granitico. La sera, a Porto Faro, Bitoi (Svezia) porta un suono minimale e stratificato costruito attorno al basso e a testi ricavati da trascrizioni fonetiche di canti di uccelli. A seguire, Davide Ambrogio Quartet con Mater Nullius, percorso in quattordici stazioni ispirato alla Settimana Santa nel Meridione, tra strumenti tradizionali, polivocalità e campionamenti elettronici.

Domenica 13 settembre, alle Tenute Filigheddu, i Freak Motel (Sardegna) attraversano elettronica, Drum & Bass e Nu-jazz con strumenti acustici e live electronics. Nel pomeriggio, il tramonto di Cala Corsara sull’Isola di Spargi accoglie Tarta Relena (Catalogna), duo vocale che esplora repertori catalani e mediterranei con estratti dell’album Fiat Lux in un set integralmente a cappella. In serata, in Piazza Due Palme a Palau, la Džambo Aguševi Orchestra (Macedonia) chiude il programma principale: brass band radicata nella tradizione balcanica, aperta a jazz, funk e soul, che per il trentennale incontra la tromba sperimentale del musicista sardo Riccardo Pittau in una collaborazione esclusiva. La giornata si conclude con il tradizionale Saluto al mare sulla Spiaggia di Palau Vecchio.

Il doppio appuntamento speciale del 19 e 20 settembre

Per celebrare i trent’anni, il festival si prolunga con due serate tra Palau e Orgosolo. Al centro c’è Vinti ‘e Maju, progetto che riunisce Paolo Angeli e il Tenore Murales de Orgosolo: chitarra sarda preparata, voce di Angeli e canto gutturale del tenore in un dialogo tra ricerca contemporanea e ortodossia della tradizione orale barbaricina. L’album, pubblicato nel 2026, attraversa lotta di classe, identità e pratiche vocali verso un’avanguardia mediterranea.

Trent’anni di fotografia in mostra

La sezione fotografica del trentennale è una mostra-archivio. Sguardi: 30 anni di fotografie a Isole che Parlano inaugura giovedì 10 settembre alle 21.30 alle Sale Polivalenti del Cineteatro Montiggia di Palau e resta aperta fino all’11 ottobre 2026. Oltre novanta fotografie in bianco e nero e a colori — tre per ogni esposizione presentata a Palau dal 1996 — ripercorrono le tematiche che hanno attraversato il festival: immigrazioni, tradizioni, infanzia, Sardegna, Palestina, Mediterraneo, mafia, guerre.

La selezione, curata da Nanni Angeli, include lavori di Letizia Battaglia, Mario Dondero, Cristina Garcia Rodero, Romano Cagnoni e altri venti autori, alcuni dei quali premiati con il World Press Photo Award. L’ingresso è gratuito.

Nella serata inaugurale è previsto l’incontro Riflessioni sull’etica di un mestiere, momento di approfondimento sulla storia della sezione fotografica del festival.

I laboratori per bambini e i sapori del territorio

Dal 7 al 9 settembre torna Isole che Parlano ai bambini, sezione ideata e diretta da Alessandra Angeli che quest’anno compie 22 anni. Tre giorni di laboratori divisi per fasce d’età — teatro, costruzione di strumenti musicali, fotografia e cianotipia — si alternano a spettacoli serali e a momenti aperti alle famiglie con bambini dai 2 anni. I laboratori sono a pagamento e a numero chiuso, con prenotazione obbligatoria.

Accanto ai concerti e alle mostre, Isole che Parlano di sapori accompagna il programma con degustazioni di vini di piccoli produttori sardi, mieli, idromele e incontri con cantine e realtà locali della Gallura. Il programma completo è disponibile su www.isolecheparlano.it.

- Advertisement -
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

Più letti

- Advertisement -

COMMENTI RECENTI