Alessandro Valeri porta il neon sulla facciata del Castello Carlo V di Lecce. Tre parole — Life. Milk. Love. — scritte in luce, senza verbi, senza mediazioni. Vita, nutrimento, amore: un messaggio che non richiede chiavi di lettura per essere compreso.
L’installazione fa parte di De Via Lactea, progetto ideato e curato da Giorgio Calcara come un percorso diffuso a scala globale. L’immagine guida è quella della semina: gocce di luce disseminate sulla terra attraverso apparizioni in luoghi diversi del mondo. Lecce è una di queste tappe, e il castello cinquecentesco nel cuore della città diventa la superficie su cui Valeri scrive il suo messaggio pubblico.
Il progetto si inserisce nella rassegna nazionale Ierofania – Sulle vie del Sacro, promossa dal Ministero della Cultura.
Un neon come scrittura pubblica
La scelta del neon non è casuale. Valeri lavora con un linguaggio pop e immediato, pensato per raggiungere chiunque passi davanti al castello, indipendentemente dalla familiarità con l’arte contemporanea. Life. Milk. Love. non è un’opera che richiede un contesto per funzionare: funziona già nella sua forma più diretta, come una scritta luminosa che di notte dialoga con la pietra leccese.
I tre sostantivi scelti dall’artista costruiscono una sequenza che va dall’esistenza al nutrimento primario fino all’affetto. Il latte — milk — è il primo alimento, il primo atto di cura. Inserito tra la vita e l’amore, diventa il tramite tra i due: ciò che sostiene e permette la relazione. Una lettura semplice, ma non per questo superficiale.
Valeri e la tradizione della scritta luminosa
Alessandro Valeri lavora da anni con installazioni luminose che occupano spazi pubblici e architetture storiche. Il suo approccio mette al centro la leggibilità immediata del messaggio, senza rinunciare alla densità dei temi affrontati. De Via Lactea è uno dei progetti in cui questa poetica trova espressione più compiuta: un’opera pensata per moltiplicarsi, per apparire in luoghi diversi e ogni volta dialogare con il contesto che la ospita.
A Lecce, il dialogo è con uno dei monumenti più visitati del Salento. Il Castello Carlo V, costruito nel XVI secolo e oggi sede di eventi culturali, offre una superficie storica su cui la luce contemporanea si deposita senza sovrapporsi: le due temporalità coesistono.